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Di seguito trovate tutti gli argomenti relativi alla sezione "In Rete" e all'interno dei quali potete trovare gli articoli da leggere e scaricare. |
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Le riviste aderenti alla rete “bambini in Europa” hanno ritenuto importante confrontarsi su un documento comune che delineasse le grandi linee di una politica europea per l’infanzia e per i servizi per l’infanzia. Il documento nasce quindi dal confronto e dalla collaborazione tra i rappresentanti 11 paesi (Portogallo, Spagna, Italia, Francia, Belgio Paesi Bassi, Gran Bretagna, Danimarca, Svezia, Germania, Polonia).
Il documento è stato oggetto di discussioni e di rielaborazioni all’interno del gruppo ed è stato poi diffuso per sollecitare un confronto più ampio.
Ne è stata successivamente elaborata una versione che tiene conto delle osservazioni ricevute da Associazioni professionali e sindacali, ricercatori, educatori. Questo testo è stato inviato ai responsabili dei settori della Commissione Europea che stanno lavorando alla stesura di una Comunicazione sui servizi per l’infanzia richiamando la loro attenzione sulle questioni politiche e culturali che, a nostro parere, debbono improntare un approccio europeo all’infanzia.
Consideriamo questo lavoro come un documento in progress, aperto al contributo di tutti quanti riterranno di poter esprimere la loro opinione e vorranno portare il loro pensiero: la cultura richiede anche delle disposizioni (leggi o raccomandazioni che siano), ma si costruisce solo con la partecipazione e con un’adesione diffusa e responsabile ai principi fondamentali di rispetto e di sostegno all’infanzia. |
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Vi segnaliamo siti di organizzazioni europee che si occupano di educazione e problematiche relative all'infanzia e che possono essere di utile consultazione.
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STRUMENTI DI ESPLORAZIONE SCIENTIFICA NELL’ UNIVERSO DELLE COSE, DEL TEMPO E DELLA NATURA
di Angelo Rimondi
formatore nella didattica delle Scienze e dell'Educazione Ambientale
La regia e gli stili di regia
Presentiamo una Proposta Formativa che intende configurarsi come itinerario di scienza e di conoscenza nell’universo delle cose, del tempo e della natura.
Al centro di questa proposta trova una sua collocazione rilevante ed orientativa l’idea di teatro, come forma e strumento fondamentale di espressione e di comunicazione, di esplorazione e di sperimentazione, di animazione e di simulazione, di rappresentazione e di documentazione. Il Teatro Scientifico, che andiamo qui a prospettare, è soprattutto un luogo, è un palcoscenico didattico sopra il quale ogni bambina e ogni bambino vengono messi nella condizione di diventare protagonisti attivi e riconosciuti nella costruzione di abilità, di competenze e di conoscenze, un palcoscenico didattico sopra il quale giocare a vivere i ruoli degli agenti naturali, come i personaggi, gli attori e i fattori del variopinto mondo della natura; è lo spazio, anche, dentro il quale ogni piccolo allievo viene chiamato a parlare e a raccontare il suo pensiero, è invitato ad ascoltare e ad essere ascoltato, è stimolato ad osservare, ad alzarsi in piedi per meglio guardare, per toccare/sfiorare/palpeggiare, per annusare e gustare; è il territorio, infine, lungo il quale scorazzare a piacimento per scoprire e interpretare nuove percezioni e nuovi movimenti, all’interno del quale provare a combinare manipolazioni e trasformazioni di ogni tipo, percorrendo il quale giocare a indovinare / a verificare / a riprodurre dal vivo le differenti regole di comportamento e di funzionamento di materiali e sostanze, di dispositivi e congegni, di macchinismi e di automatismi, di organismi naturali e artificiali: fino a trasferire poi negli ambienti esterni l’intera esperienza, attraverso sparpagliamenti diffusi, raduni ed assemblee complessivamente finalizzati alla stipulazione di alleanze gioiose e preziose con i teatri della natura. È proprio sopra questo affidamento a tutti gli alunni di un progetto illimitato, sulla loro partecipazione / sul loro coinvolgimento / sulla loro condivisione, che vanno a germogliare decine e decine di teatri, ognuno con i suoi contenuti, ognuno con i suoi allestimenti / con le sue coreografie / con le sue scenografie: sono i 100 Teatri dei bambini, che, nella loro composizione e nella loro articolazione tematica, possono essere declinati e modulati in forme differenziate. |
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La pedagogia conversazionale vede la scuola come un crocevia di percorsi di vita che diviene un osservatorio nel quale transitano tutti i bambini e tutte le bambine e ai quali è necessario prestare ascolto.
Gli insegnanti possono riappropriarsi di un nuovo modo di lavorare attraverso la loro voce, i loro racconti e quelli dei loro alunni, partendo dal dettaglio, dal gesto interrotto, dal riconoscimento di se stessi e dell’altro. |
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La noria (la ruota panoramica) è una delle attrazioni più apprezzate di una festa popolare. E' colorata e, in generale, il suo movimento è accompagnato da una musica allegra che sembra favorire il movimento circolare che porta i bambini dal basso verso l'alto. Sia la possibilità di vedere le cose dall'alto sia la sensazione che scaturisce dal poter osservare da diverse prospettive con un solo movimento sono entrambe azioni che possiedono una grande attrattiva per i piccoli. La noria, quando la cabina è nel punto più in alto, dondola dolcemente e allora l'insieme di stupore, piacere, inquietudine e aspettativa conduce al riso e alla scoperta di nuove sensazioni.
Il progetto educativo porta il nome di questa attrazione perché vuole offrire qualcosa di simile nell'ambito dell'apprendimento riflessivo e creativo. Il suo obiettivo consiste nel fare in modo che i bambini apprendano a pensare e ad agire prendendo in considerazione diverse prospettive. E' auspicabile, inoltre, che lo facciano da punti di vista inusuali per loro e, nello stesso tempo, che l'uso della capacità di pensare e di agire creativamente generi in loro il piacere.
La noria è circolare. Il cerchio ha un ruolo preciso in questo progetto poiché, utilizzando questa forma geometrica, i bambini si organizzano e si dispongono nello spazio per poter dialogare. Il progetto stimola lo sviluppo della capacità di pensare autonomamente, insieme con gli altri, in situazioni di dialogo che definiamo "comunità di ricerca".
Seduti in cerchio, è possibile guardare l'altro quando ci si parla e/o e si ascolta.
La noria rappresenta, dunque, nel modo migliore un tipo di relazione che vogliamo aiutare a sviluppare. Possiamo affermare, inoltre, che il pensiero circola, come la noria fa circolare i bambini nello spazio. Nello stesso modo in cui la noria genera piacere sorprendendo, il movimento del pensare può essere piacevole, sempre a patto che sia stimolato in modo creativo. |
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Gaia Scienza è un progetto di educazione scientifica nel segno della continuità dalla Scuola dell’infanzia al completamento della Scuola primaria, rispettosa dei ritmi di apprendimento dei bambini, delle loro curiosità e desiderio di apprendere e del progressivo arricchirsi delle competenze.
Attraverso contributi scientifici e documentazione di progetti realizzati nelle Scuole sviluppa un’ampia panoramica interdisciplinare ritrovando connessioni e intrecci tra le diverse discipline: biologia, zoologia, chimica, fisica, astronomia … in un contesto di educazione al rispetto ambientale e alla sostenibilità.
I BAMBINI E IL DENARO
“In quei giorni – narra una leggenda del DAHOMEY – non vi era moneta. Se volevi comprare qualcosa, e tu avevi sale e un altro aveva grano, tu gli davi un poco di sale e lui ti dava un poco di grano; se tu avevi pesce e io avevo pepe, io ti davo il pepe e tu mi davi il pesce. In quei giorni esisteva solo il baratto. Niente moneta. Ciascuno dava all’altro quello che aveva e ne riceveva ciò di cui aveva bisogno. Ora, Te Agbanli, che era uno straniero, disse al popolo degli Akono: “Vedo che qui non avete un mercato e io voglio inventarvene uno”.
(…) Ora la gente trovava cibo da mangiare e non barattava più i beni. Ora c’era la moneta.”
I bambini oggi respirano da subito l’atmosfera delle merci e dello scambio. Ma quali sono le loro idee del denaro? Come funzionano i processi di vendita? Denaro, banconote, oggetti fisici e valore astratto … Quali processi mentali?
Presentiamo l'articolo di Angelo Rimondi (già pubblicato su “bambini” n. 7/settembre e n. 8/ottobre 2011) allegando la documentazione di singoli passaggi:
• interviste sul giocattolo;
• stereogramma dei giocattoli;
• uscita alla bottega del giocattolo.
Gli Allegati sono una prima forma di documentazione intorno al formarsi del pensiero economico nei bambini, attraverso il veicolo dei giocattoli, come vissuto intorno al quale fare crescere dialoghi e conversazioni, manipolazioni e disegni, simulazioni e animazioni teatrali.
Le bambine e i bambini provano così a interpretare ruoli finalizzati ad aprire riflessioni, speculazioni, ragionamenti intorno alle pratiche della vita quotidiana, con la prospettiva di acquisire nel tempo una consapevolezza sempre più ampia intorno alla natura del denaro, alla sua storia, alle sue molteplici utilizzazioni, alle sue funzionalità e anche ai problemi, più o meno edificanti, a esso collegati.
Allegato 1
Interviste sul giocattolo
I bambini seniores, "nell'Angolo della conversazione" del laboratorio scientifico, hanno elaborato una serie di interviste ai loro familiari, per conoscere meglio i giocattoli e di conseguenza i giochi che facevano le mamme, i papà e i nonni. È diventato un vero viaggio con la macchina del tempo nel paese dell'Infanzia del passato.
Allegato 2
Lo stereogramma dei giocattoli
È stato proposto ai bambini il gioco dello stereogramma, le domande che l'insegnante ha posto sono state, tra le altre: come si fa a fare la plastica? I capelli della bambola di cosa sono fatti? Domande che hanno portato i bambini a parlare delle loro esperienze familiari. L'attenzione “quasi maniacale” sulle risposte scaturite dai bambini sono state inserite nelle caselle, e in un continuo modellamento di pensiero tra bambini e insegnante nell'imparare e nell'insegnare si sono verificate delle aperture e delle divergenze di pensiero differenti.
Allegato 3
Uscita alla bottega del giocattolo
La proposta si colloca nell'ambito del “far finta”: i bambini sono invitati a riflettere sulla bottega da loro costruita e a costruire ipotesi di prezzi, costi, assortimenti…
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Il tema della sostenibilità nei servizi è oggi sempre più cruciale e rappresenta una delle vie percorribili per ripensare le proposte pedagogico-organizzative a molti livelli.
In questa sezione vengono proposti alcuni progetti che permettono di riflettere il tema a livello educativo e didattico. La costante è rappresentata dalla scelta di utilizzare materiali di scarto, in particolare industriale, ritenendoli un’occasione interessante sia dal punto di vista della sostenibilità, del contenimento degli sprechi, del riuso, sia dal punto di vista della intrinseca duttilità, aperta ad esplorazioni molteplici e quindi generativa di soluzioni creative.
I percorsi presentati hanno preso spunto e avvio all'interno di un progetto che ha visto la collaborazione tra l'insegnamento di Metodologie e tecniche del gioco e dell'animazione della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Milano-Bicocca e il centro di riuso creativo Remida@Muba di Milano. Remida, esperienza che vede la sua origine nella proposta da tempo attiva a Reggio Emilia, è un progetto culturale che rappresenta un modo nuovo, ottimistico e propositivo di vivere l'ambiente e di "costruire il cambiamento", è un luogo dove i materiali scartati dalla produzione industriale ed artigianale si trasformano, come gli oggetti toccati dal mitico Re Mida, in "preziose risorse creative" ( http://www.muba.it/php/ita_remida.php).
Gli approfondimenti, che seguono il contributo presentato sulla rivista Bambini, focalizzano soprattutto le questioni metodologiche attinenti le scelte fatte dagli educatori, approfondendo di volta in volta strategie e strumenti privilegiati al fine di favorire l’incontro tra i bambini ed materiali in relazione ai diversi obiettivi individuati.
L’invito è ad intervenire in merito al contenuto, cioè all’uso di questa tipologia di materiali, e agli strumenti utilizzati, mettendo in dialogo con quelle proposte le proprie modalità (ad esempio di osservazione, di discussione, di lavoro con le grafiche dei bambini…) attraverso l’invio di materiali.
| :: I materiali :: |
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| Un progetto tra corpo e parole |
| Approfondimento relativo all'art. " Carte d'identità per materiali imperfetti " Pubblicato in "Bambini" 9/2011 |
| Serena Sardi |
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