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Scuola, famiglia, mercato
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Autore: Ferruccio Cremaschi
Argomento: Politica istituzionale e didattica
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Il ministro Berlinguer ha incassato, in questi mesi, una serie di risultati per i quali non nasconde la sua soddisfazione: la riforma di cicli scolastici, l’autonomia scolastica, il ruolo manageriale di capi d’istituto, l’avvio di un nuovo profilo degli insegnanti, la parificazione tra scuola pubblica e privata.

Sembrava una inarrestabile marcia trionfale, ma l’ondata di provvedimenti riversata sulla scuola negli ultimi anni ha trovato un imprevisto intoppo nella vicenda del concorso di merito per gli insegnanti. In una situazione che sembrava segnata dalla rassegnazione diffusa e dall’accettazione passiva, si è manifestato un improvviso risveglio, una reazione trasversale alle tradizionali divisioni. La reazione del popolo degli insegnanti non è un soprassalto di interessi di parte, non è una reazione corporativa, ma sembra assumere significato ponendo un problema di ordine generale. È, o potrebbe essere, il primo movimento (un po’ come è avvenuto a Seattle in un altro campo) che si oppone all’ordine esistente e all’ideologia privatistica per porre il problema più importante dell’epoca futura: la formazione dell’uomo, della personalità e della creatività di tutti.

Ma la riflessione e la presa in carico da parte del movimento deve estendersi al quadro completo delle riforme e avviare un processo di riaffermazione dei principi irrinunciabili.

...continua...