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Ma perché ai bambini bisogna lasciare solo il resto del resto?
Idee e Questioni
A partire dalla crisi, disegnare un futuro finalmente accogliente anche per i bambini


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Autore: Aldo Fortunati Direttore Area Educativa Istituto degli Innocenti di Firenze e Arianna Pucci Ricercatrice Area Educativa Istituto degli Innocenti di Firenze
N° Pagine 9
Prezzo € 2,16

Un quadro in movimento ma senza prospettive di sostenibilità

Gli anni più recenti – anche per effetto dei provvedimenti straordinari adottati dal Governo per incentivare lo sviluppo nella rete dei servizi educativi per l’infanzia nel Paese – hanno condotto all’incremento delle opportunità di frequentare un servizio educativo da parte dei bambini italiani.
Secondo i dati elaborati dall’ultimo Rapporto nazionale di monitoraggio del Piano nidi al 31 dicembre 2011 (realizzato dall’Istituto degli Innocenti di Firenze su mandato della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche della Famiglia) il 17% dei bambini da 0 a 2 anni frequenta un nido, il 2,4% un servizio educativo integrativo, mentre il 5,1% frequenta come anticipatario una scuola dell’infanzia.
Un bambino su quattro dunque accede a un servizio educativo nei primi 3 anni di vita; più di quanto non si sia spesso detto in questi ultimi anni ma non ancora quanto la Comunità Europea aveva indicato dovesse succedere con la garanzia di copertura del 33% da raggiungere entro il 20102

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