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Bambini in Europa

Cantiere Infanzia: costruire l’Europa per e con i nuovi cittadini

Numero: 1/2014

Pubblicato il 14/04/2014

Tra poche settimane saremo chiamati come cittadini a votare per il rinnovo del Parlamento Europeo. È un appuntamento che non suscita grandi passioni e non accende grandi dibattiti. L’Europa sembra ancora una realtà molto lontana, un’entità burocratica, che incide solo di riflesso nella nostra vita come ricaduta delle politiche monetarie e finanziarie e delle direttive, spesso poco ragionevoli.
L’attenzione della stampa e dell’opinione pubblica si risveglia solo per questi aspetti macroeconomici, per le polemiche tra i vari Paesi nella fase di decisione dei finanziamenti, per le critiche nei confronti di qualche direttiva che tocca interessi particolari.

Eppure l’Europa è già presente in maniera incisiva nell’ambito dei nostri impegni professionali: gli indirizzi e le prospettive dei servizi per l’infanzia entrano in maniera sempre più concreta nella dimensione locale, dove le politiche degli enti locali sono determinate dalle comunicazioni, dalle direttive, dai progetti e dai finanziamenti della dimensione global che deriva dalle scelte della Commissione Europea.

Ci è parso importante non perdere questa occasione per sviluppare una riflessione sull’Europa dell’infanzia: quale è la realtà e quali sono le prospettive di un processo in corso che sta determinando la crescita dei piccoli cittadini, che in un futuro ormai non molto lontano non ragioneranno più nel riferimento al Paese dove sono casualmente nati, ma si sentiranno, ed effettivamente saranno, “europei”.


Ferruccio Cremaschi
Patrizia Ferrari