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Bambini in Europa

Spazio per l'infanzia

Numero: 1/2005

Pubblicato il 01/05/2005

Offriamo ai lettori di "Bambini in Europa" la traduzione del fascicolo "Pensiero critico" dalla rivista "Early Childhood Matters - Espacio para la infancia" pubblicazione semestrale della Fondazione Bernard Van Leer.
Ci sembra utile occasione di lettura sia per il contenuto specifico del fascicolo sia come stimolo a conoscere le iniziative a favore dell'infanzia sostenute dalla Fondazione nei vari continenti. Il tema che trattiamo nella presente edizione è il pensiero critico, un aspetto che raramente compare tra le specifiche linee di lavoro con i bambini e che non figura esplicitamente articolato o evidenziato nei programmi. Ciononostante, la capacità di pensare in modo critico è di fatto ampiamente riconosciuta come parte dello sviluppo olistico della prima infanzia. Lo si desume, ad esempio, dalle numerose attività progettuali nelle quali si richiede ai bambini di osservare, comprendere, riflettere, giudicare e prendere decisioni. Questo tipo di processi quasi meccanici e di nozioni logiche, quali causa, effetto e conseguenza, sono importanti al fine di stimolare i bambini ad apprendere a pensare in modo critico. Tuttavia, essi costituiscono anche un modo per conseguire qualcosa di più appassionante: l’interiorizzazione del pensiero critico e la sua trasformazione in un’attitudine che, nel loro piccolo, guiderà i bambini attraverso i numerosi dilemmi, decisioni e scelte che dovranno affrontare nella vita. E quanto più capaci siano, migliori saranno i risultati che produrranno su se stessi, le loro famiglie, le loro comunità e la società. A pagina 5 sono riportate alcune analisi delle teorie fondamentali, argomentazioni in favore di pratiche volte a tali obiettivi, nonché analisi di strategie e metodi.

Ma come si riflette tutto ciò nella pratica dei programmi che si basano specificamente sul pensiero critico? Il Programma Bambino Dotato (l’Isaan Bright Child Programme) è un programma creativo e partecipativo che sta trasformando i centri prescolari e l’educazione della prima infanzia in Thailandia, mediante il sostegno offerto ai maestri che, a loro volta, aiutano i bambini piccoli a sviluppare la loro capacità di pensare in modo critico (pagina 11). Il programma consta di tre componenti fondamentali: sostegno ai bambini per lo sviluppo della loro capacità di pensare in modo critico; sviluppo del curriculum locale adattato alla cultura e alla lingua specifiche; formazione di maestri e creazione di reti. Uno degli aspetti interessanti del programma è che esso si basa sulle idee e convinzioni buddiste, perseguendo pertanto i suoi obiettivi attraverso approcci tipicamente buddisti. Tuttavia, esso presenta notevoli somiglianze con ciò che si può definire un approccio “occidentale” del pensiero critico. A pagina 26 e 27 presentiamo quello che è forse il più conosciuto a livello internazionale: Filosofia per Bambini. Come nel lavoro del programma thailandese, l’aspetto fondamentale in questa prospettiva è l’entusiasmo suscitato nei bambini nei confronti della scoperta, della riflessione e dell’analisi. In tal modo, si è offerto ai bambini un sostegno per la creazione della cosiddetta “comunità di ricerca”, che permette loro di esplorare e comprendere meglio il proprio mondo, quello degli altri e se stessi. A pagina 24 viene presentato anche un esempio che illustra la conversione nella pratica di tali nozioni con i bambini piccoli.

Così come il pensiero critico può facilmente essere identificato in distinte attività per lo sviluppo della prima infanzia, esso si può anche ricollegare ad altre capacità umane o a quelle che costituiscono l’oggetto dell’attenzione dei programmi per bambini piccoli. Un esempio di quanto detto si può analizzare a pagina 28 e nella pratica con la resilienza, la capacità di prosperare malgrado le avversità. L’autore sostiene che la comprensione della realtà costituisce un elemento importante nello sviluppo della resilienza nei bambini ed è fondamentale per renderli in grado di trasformare e superare le avversità. Allo stesso modo, il pensiero critico comincia anche con la comprensione della realtà e ha per obiettivo l’abilitazione dei bambini affinché rispondano adeguatamente. In entrambi i casi, i bambini comprendono ciò che stanno vivendo e la loro relazione con gli altri attori che li circondano

La capacità nei bambini piccoli di pensare in modo critico, sempre riconosciuta dagli adulti, non è tuttavia sempre ben accetta. Ad esempio, quando i bambini passano dai programmi per la prima infanzia al sistema educativo formale, è probabile che non vengano sufficientemente stimolati a pensare e che le aspettative consistano nel ridurre la loro capacità di pensiero critico alla semplice risoluzione di problemi. Ne deriva una perdita di contributi di notevole valore. Oltre ad affermare che i bambini ne hanno la capacità, è necessario stimolarli a pensare in modo critico. È inoltre utile ricordare che il diritto a pensare in modo critico è supportato da convenzioni e accordi internazionali (vedere la pagina 19).

Ci si aspetta dai bambini che essi riducano la loro capacità di pensare in modo critico alla semplice risoluzione di problemi.

Nella sezione seguente (Dalla pratica: altri esempi) si riportano riferimenti a progetti che accolgono principi del pensiero critico nella pratica con i bambini. Per quanto non figuri in modo esplicito in ognuno dei programmi, essi offrono modelli evidenti di come promuovere nei più piccoli la capacità di essere più critici nei loro comportamenti (pagina 30).

Infine, è opportuno sottolineare che la presente edizione di Spazio per l’Infanzia segna un nuovo inizio nella vita di questa pubblicazione e della sua corrispondente inglese, Early Childwood Matters. Malgrado i nomi delle stesse siano stati mantenuti, con il presente numero sul pensiero critico vengono unificati completamente i contenuti di entrambe le pubblicazioni, che divengono così la rivista semestrale della Fondazione in due lingue: inglese e spagnolo.

Inoltre, la presente edizione si presenta in una veste distinta dalle precedenti, con sezioni più specifiche nel tentativo di affrontare in modo esplicito i diversi aspetti del tema trattato. Con ciò speriamo di contribuire più adeguatamente al conseguimento del nostro obiettivo, che consiste nell’offrire informazioni sui diversi aspetti che incidono sullo sviluppo della prima infanzia. Eventuali osservazioni e commenti da parte dei lettori sono sempre graditi.

Jim Smale, Teresa Moreno