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Bambini

La "buona" scuola dell'infanzia...
L'anno che verrà: governance e qualità
Come costruire relazioni


Numero: 7/2012

Pubblicato il 08/08/2012


Una rivista “per far star meglio il bambino”

Dopo 36 anni, il dibattito interno alla Redazione è riproposto a tutti i lettori

Nel settembre del 1976, Loris Malaguzzi, impostando le linee della Rivista, con il primo gruppetto di collaboratori ha sentito il bisogno di partire almeno dalla nascita del bambino: “La rivista si rivolge a questo periodo che va riconosciuto come quello sicuramente più importante e decisivo di tutta la vita dell’uomo. «La rivista deve servire a far stare meglio i bambini»”.

"La rivista vuole essere uno stimolo a fare: non vuole diventare solo una fonte di ulteriori informazioni per aumentare le cose che si sanno. Vorrebbe aumentare, anche di poco, le cose che si fanno. Naturalmente non si daranno ricette: in educazione non si può copiare. Si riporteranno esperienze, orientamenti, opinioni, da affidare alla verifica e alla traduzione della prassi di ciascuno. Questi sono propositi e non è molto furbo annunciarli. Dichiararli è però uno stimolo a tenerne conto e un invito, a chi legge, a ricordarceli. La rivista conta sulla collaborazione di chi opera: genitori, insegnanti, amministratori ecc. e si offre come spazio disponibile, aperto al dibattito”.

Se in questi 36 anni di pubblicazione abbiamo mantenuto l’impegno, sta ai lettori giudicare. Da parte nostra, nell’iniziare una nuova annata, desideriamo riaffermare la linea di lavoro e, per quanto possibile, allargare il campo di impegno. Certamente l’obiettivo di tutti noi che partecipiamo pur con diverse modalità alla vita della Rivista è collaborare per far stare meglio il bambino, ma oggi è altrettanto chiaro che un bambino sta bene se vive in una comunità di adulti che sta bene. Non possiamo trascurare uno dei protagonisti della relazione educativa, senza perdere contemporaneamente anche l’obiettivo principale che ci siamo proposti.

Cosa ci proponiamo per l’anno che prende il via? Certamente continueremo a dare voce e spazio alle riflessioni e alle esperienze di nidi, scuole e servizi per l’infanzia, non trascurando le cose che si fanno, ma cercando di mettere in evidenza soprattutto il senso di quel fare, chiedendo al lettore una riflessione di significato per cogliere consonanze, nuove aperture, stimoli innovativi. Ci muoveremo sulle zone di confine, sulle cerniere: anticipi di vario tipo, sezioni primavera, nuove tipologie rendono sempre più labili le distinzioni, ci impegnano su una pedagogia meticcia che deve confrontarsi con bambini di età diverse, competenze e abilità, esigenze diverse. Non c’è più uno specifico dell’educatrice diverso da quello dell’insegnante, dobbiamo fare tesoro delle esperienze reciproche, diverse e quindi tanto più preziose. Ci occuperemo del dibattito sulle Indicazioni Nazionali per coglierne tutte le potenzialità di rilancio della scuola dell’infanzia. Ma soprattutto dedicheremo spazio e attenzione alle tante cose che non sembrerebbero far parte dei classici temi di una rivista per l’infanzia: dal bambino in tutte le situazioni di vita che è costretto ad affrontare (dalle emergenze del terremoto alla limitazione delle esperienze di socializzazione e apprendimento) alle nuove competenze richieste all’educatore costretto a trasformarsi spesso in imprenditore di se stesso. Non ci sarà proprio modo di annoiarsi... Buona ripresa a tutti, auguri per un anno positivo!

F.C.



 

Indice di questo numero:


Editoriale

Responsabili non imbecilli

Ormai da diverso tempo ritorniamo sul tema della crisi economica e sulle ricadute sui servizi per l’infanzia e sull’educazione. Qualche lettore ci ha risposto che questa non era la “sua” crisi e possiamo essere d’accordo: non è la nostra crisi, ma è con questa crisi che dobbiamo fare i conti.
Dopo tanti mesi questa crisi un primo effetto positivo l’ha determinato. Anche noi incominciamo a capire qualcosa di finanza: che governasse la politica l’avevamo intuito da tempo, in che modo lo facesse lo stiamo scoprendo ora.
“Anche noi moderati e beneducati stiamo capendo che non è il debito pubblico il nostro maggior problema, che non sono le pensioni a scavare i buchi nel bilancio dello Stato, che il costo complessivo del welfare è tutt’altro che insostenibile, che quella del deficit, quando non è un’isteria, è una scusa per prendere dalla spesa sociale anche le briciole che prima della crisi la fi nanza poteva permettersi di prendere altrove 

Idee e questioni

La “buona” scuola dell’infanzia...
...nelle “nuove” Indicazioni nazionali per il curricolo. Commenti tra le righe.
 

Idee e Questioni

I bambini e il terremoto

 

Idee e Questioni

L’anno che verrà

 

Idee e Questioni

Rompere il bozzolo

 

Idee e Questioni

Costruire relazioni

 

Idee e Questioni

Il diritto a uscire, il diritto a partecipare (1a parte)

 

Idee e Questioni

Prime scritture (1a parte)

 

Idee e Questioni

I servizi, luoghi di riflessività dialogante

 

Idee e Questioni

Coordinatore pedagogico, professione multitasking 1
Strumenti di analisi e riflessioni utili
 

Ricerc-azione Documentazione

La scatola dei bottoni 1

 

Ricerc-azione

Inserimento, ambientamento, accoglienza

 

Ricerc-azione - Nido

Come costruire relazioni

 

Ricerc-azione - Nido

La magia del Piccolo Principe

 

Ricerc-azione - Nido

La Fiabateca

 

Ricerc-azione - Nido

Il Pianeta BU 7
Stare insieme nel mondo
 

Ricerc-azione

La terra di mezzo

 

Ricerc-azione

Un sottile filo rosso

 

Ricerc-azione Scuola

Ideatori, progettisti, costruttori
Materiali inusuali per una didattica in ricerca
 

Ricerc-azione Scuola

Il gioco della lumachina saggia

 

Ricerc-azione Scuola

Pensare con le mani

 

Ricerc-azione Scuola

Momento m-a-gi-co 1

 

Ricerc-azione - Genitorialità

“Dimmi papà, come nascono i bebè?”

 

Strumenti

I libri e la partecipazione dei genitori

 

Strumenti

Risorse per creare esperienze possibili
La formazione degli educatori intorno ai materiali naturali e di recupero
 

Strumenti - Le danze di Mirco

Ka mate
Nuove idee per la scuola dell’infanzia