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Bambini

I dispiaceri dei bambini
Dalle lingue di casa alle lingue del mondo
Autonomia: un cammino di crescita condiviso


Numero: 5/2013

Pubblicato il 15/05/2013


Cultura ed educazione non sono spese facoltative, ma strumenti di coesione sociale e di sviluppo nell’ambito di una comunità sociale che vuole fare della conoscenza un asse trainante del proprio sviluppo. Il Coordinamento pedagogico di Torino articola il suo intervento sulle sinergie che possono essere attivate tra le diverse istituzioni di un Ente locale per ottimizzare e valorizzare le risorse disponibili e resistere alle pressioni che i tagli della finanza operano soprattutto nei settori dell’educazione e della cultura. La collaborazione con le istituzioni culturali come i Musei e le Fondazioni e i grandi eventi hanno ovviamente un valore educativo: “stupire, far riflettere, provocare piacere”; l’incontro con il passato, con l’arte, con il bello hanno la capacità di suscitare risonanza e meraviglia. Non è questo uno degli scopi del fare educativo? L’attenzione poi per avvicinare i bambini fin dalla più tenera età ai luoghi della cultura e ai linguaggi artistici è da un lato la risposta a un antico problema, dell’incapacità delle generazioni adulte cresciute in questi decenni di cogliere le bellezze dell’ambiente in cui vivono, introducendo i bambini a comprendere il grande patrimonio che l’Italia offre all’umanità, e dall’altro la preoccupazione di offrire almeno una volta nella vita a tutti i piccoli cittadini l’opportunità di incontrare capolavori che forse non vedranno mai più nella vita per tanti motivi (non esclusi quelli economici).

Il dolore emotivo dei bambini è l’oggetto dell’intervento di Maria Teresa Pedrocco Biancardi in Idee e Questioni. Il bambino deve affrontare, oltre i piccoli dolori fisici cui in genere gli adulti sono pronti a dare risposta e sollievo, una sequela di dispiaceri di diversa entità, veri e propri eventi dolorosi: nei primi tre anni il bambino attraversa in particolare l’età dei capricci (che non sono altro che i primi dispiaceri avvertiti) e l’età dei primi lutti. Ogni evento doloroso assume nella mente del bambino maggiore o minore gravità a seconda del modo con cui vede viverlo dagli adulti significativi. Il bambino è resiliente anche a prove dolorose, se gli adulti gli sono vicini.

Dalla Catalogna ci arriva un’esperienza di un contesto multilingue. Barcellona è un laboratorio particolarmente interessante per la presenza di due lingue (spagnolo e catalano) quotidianamente usate dalla popolazione locale e da un’infinità di altre lingue presenti per la caratteristica internazionale della città (in una scuola arrivano quest’anno a contarne 45). L’osservazione dei comportamenti e delle reazioni dei bambini sono utile riflessione anche per le situazioni meno di frontiera.

Perché abbiamo dedicato quest’anno una serie di articoli a tematiche non pedagogiche, ma attinenti alla comunicazione e al marketing? L’articolo di Paola Toni “La gestione di progetti” offre una risposta molto pertinente. Il miglioramento continuo, che la realtà di oggi richiede ai servizi e alla loro organizzazione a tutti i livelli, non può prescindere dall’applicazione delle conoscenze, degli strumenti e delle tecniche proprie della cultura dell’organizzazione maturata in settori con esperienze molto più sviluppate. Oggi gestire un servizio educativo, fatte salve le caratteristiche specifiche, è sempre più simile all’attività di un’impresa commerciale. Ben venga allora quanto di buono l’esperienza in altri settori ci può offrire.

F.C.



 

Indice di questo numero:


Editoriale

Mamma, tutti hanno un tablet tranne me!

"Fino a non molto tempo fa, c’era solo la tv, che in teoria poteva rimanere confinata nella stanza dei genitori o chiusa in un armadio. Oggi ci sono gli smartphone e gli iPad, che fanno parte della vita quotidiana delle famiglie. Per gli adulti i passatempi dell’infanzia hanno subito un’allarmante trasformazione in pochissimo tempo. Ma un bambino che oggi ha quattro anni non sa com’era il mondo prima: per lui è sempre stato possibile fare tante cose con un solo dito, e trovare centinaia di giochi in un piccolo oggetto tascabile”.
I bambini che oggi entrano e frequentano nidi e scuole dell’infanzia portano esperienze, domande, comportamenti, competenze che si dispiegano nel quotidiano ed esigono reazioni e risposte immediate. 

Idee e Questioni

Scuole-musei

 

Idee e Questioni

I bambini e gli scienziati

 

Idee e Questioni

Passarci in mezzo (3a parte)

 

Idee e Questioni

I dispiaceri dei bambini

 

Idee e Questioni

Dalle lingue di casa alle lingue del mondo (1a parte)

 

Idee e Questioni

Una formazione insolita

 

Idee e Questioni

Ecologia e conoscenza nell’infanzia (2a parte)

 

Idee e Questioni

Coordinatore pedagogico, professione multitasking 9 - La gestione dei progetti

 

Ricerc-azione

La scatola dei bottoni 9 - I travasi montessoriani

 

Ricerc-azione

La scatola azzurra nei nidi

 

Ricerc-azione

Piccoli passi in città tra natura e arte

 

Ricerc-azione

Alla scoperta del mare

 

Ricerc-azione

Toccare con mano

 

Ricerc-azione

Alla scoperta di un “umile” angolo

 

Ricerc-azione

Ginestra e Capitan Cocoo

 

Ricerc-azione

Se l’allarme senti suonare... (2a parte)

 

Ricerc-azione

Piccoli esploratori

 

Ricerc-azione

Autonomia: un cammino di crescita condiviso (1a parte)

 

Strumenti – Buone idee

Transitando le soglie per creare connessioni fra le diverse situazioni

 

Strumenti - Biblioteca di sezione

Nonni verdi e papà orsi

 

Strumenti – Le danze di Mirco

Os elefantes