Redazione
Abbonamenti
Ultimi numeri
Servizio Clienti
Contattaci

Privacy Policy
Bambini

Guardare con occhi nuovi
Bambini maltrattati...
Pensieri per cominciare bene


Numero: 6/2013

Pubblicato il 26/06/2013


La democrazia ha un costo, non ha un prezzo

Lo spunto per questa riflessione nasce dal referendum che si è tenuto a Bologna il 26 maggio scorso. Non ci interessa né la percentuale di partecipazione né il risultato della consultazione. Precisiamo anche che non condividiamo l'iniziativa: non perché siamo schierati da una o dall'altra parte, ma perché riteniamo che l'applicazione dell'art. 33 della Costituzione oggi in Italia, non possa utilmente essere affrontato nella contrapposizione tra due posizioni radicali che portano probabilmente entrambe a risultati sbagliati. Fatte queste premesse, riteniamo importante affrontare l'argomento come stimolo a riflessioni e iniziative più articolate.

Sgombriamo immediatamente il campo dall'argomentazione che con più vigore è stata avanzata e cioè quella del risparmio derivante dalla presenza di scuole “private”. È inaccettabile ridurre il problema ai termini del “minor costo” come se questo fosse un valore in assoluto o se il sistema non fosse suscettibile di modifiche e miglioramenti: se è possibile fornire un servizio a costi inferiori rispetto a quelli che caricano oggi il “pubblico”, garantendo la qualità, discutiamo i criteri della spesa e abbattiamo gli sprechi e le inefficienze. Se un servizio di qualità richiede costi superiori a quelli offerti dal privato, poniamoci il problema se esiste realmente un risparmio, o se questo avviene sulla pelle dei lavoratori, dei bambini o dove che sia.

La risposta non può essere semplicemente eliminare il contributo alle scuole private. Ci sembra che anche in questo dibattito uno degli equivoci di partenza stia nella concezione che abbiamo (o che usiamo) dello Stato come qualcosa di diverso, di alieno, da noi cittadini/e. Forse è un retaggio dei grandi sistemi filosofici, ma se ci ancoriamo alla realtà concreta e quotidiana e interpretiamo lo Stato come la società che nasce da un patto di convivenza in cui tutti e tutte e ciascun cittadino/a è partecipe e protagonista, un patto che è funzionale allo stare bene insieme e che, quindi, si sviluppa e si modifica con la maturazione dei cittadini/e, la crescita sociale, culturale, l'evoluzione dei costumi e dei rapporti, allora potremmo tentare anche una lettura più dinamica e aderente dell'articolo 33. “La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi” . Se la Repubblica siamo Noi, nelle aggregazioni sociali democratiche decentrate, allora il problema vero è quello di gestire le “nostre” scuole, di farle rispondere alle richieste della comunità in cui sono istituite, di renderle spazi aperti e trasparenti di democrazia, luoghi di confronto dove i cittadini e le cittadine partecipano alla crescita della nuova cittadinanza, preparano e costruiscono il loro futuro. Un serio decentramento e una vera autonomia scolastica possono essere i primi passi di questo processo.

Solo se i cittadini e le cittadine si riprendono la gestione della “cosa pubblica” (in questo caso della scuola) in maniera diretta supereremo il problema. Perché allora non è più questione di affidarsi ad altri per risparmiare, ma è gestire la “cosa nostra” nel modo più oculato. E allora chi non ci sta a una scuola di tutti, si mette fuori, esce dal processo democratico e quindi se vuole costruirsi il suo bunker esclusivo, deve anche pagarselo. Certamente la “cosa nostra” costa impegno, energie, presenza, ma il risultato non ha prezzo.

F.C.



 

Indice di questo numero:


Editoriale

Educazione e [è] politica
Le ragioni di un titolo
Il Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia e il Comune di Reggio Emilia stanno lavorando sul progetto del Convegno Nazionale che, nel ventennale della scomparsa di Loris Malaguzzi, si terrà a Reggio Emilia il 21-23 febbraio 2014. Il titolo proposto è già un invito a una riflessione carica di implicazioni e ricca di suggestioni.  

Idee e Questioni

Guardare con occhi nuovi
Verso una prospettiva inclusiva
Il contesto macroeconomico che stiamo attraversando, come noto, sta condizionando in maniera strutturale il welfare nel nostro Paese. I provvedimenti in materia di fi nanza pubblica, l’impoverimento generalizzato delle famiglie, le condizioni di precarietà occupazionale diffusa ricadono pesantemente sulle politiche sociali e sui servizi educativi. In fasi congiunturali come quella che stiamo vivendo il tema dell’inclusione e dell’accesso ai servizi assume maggiore valore strategico. Questi temi ci interpellano ancor più in ragione delle trasformazioni recenti che hanno interessato e interessano la nostra città, nell’individuare orizzonti di senso, problematizzare il tema della povertà e suggerire l’introduzione del paradigma dell’inclusione. 

Idee e Questioni

In poche parole
Quale il futuro delle storie nell’era di internet, videogiochi, film?
Cosa ha ispirato questo libro? Perché come principale modalità di approccio ha scelto la psicologia (invece, per esempio, della filosofia)?
Perché questo libro non è stato scritto prima? In altre parole, perché è così facile lasciarsi prendere da una storia e, nello stesso tempo, molto più diffi cile fare la domanda che lei ha posto: cos’è esattamente che ci coinvolge? 

Idee e Questioni

Inattese scoperte (4a parte)
Viaggio attraverso eventi critici e resilienze
L’esperienza che svilupperemo in questo articolo fa riferimento a una formazione che ha coinvolto il Coordinamento dell’Area Nord di Modena (che comprende i comuni di Mirandola, San Prospero, San Felice, Concordia, Medolla, Cavezzo, Camposanto, San Possidonio, Finale Emilia) sul tema degli eventi critici e delle resilienze. 

Idee e Questioni

Bambini maltrattati...
…nei nidi e nelle scuole dell’infanzia: chi può assicurare che non succederà ancora?
La cronaca ci ripropone ancora casi di maltrattamenti di bambini nei servizi dell’infanzia. Succede in territori dove questi servizi sono tra i più diffusi rispetto al resto del nostro Paese e dove la straordinaria esperienza di gestione da parte del pubblico ha contribuito a un’idea di infanzia e di diritti dei bambini, ampiamente diffusi nelle famiglie e tra i cittadini. Eppure accade. Ancora. Perché succede? 

Idee e Questioni

Dalle lingue di casa alle lingue del mondo (2a parte)
Relazione e comunicazione in un contesto multilingue. Esperienze quotidiane al nido e alla scuola dell’infanzia
In questa seconda parte dell’articolo, riprendiamo – attraverso alcune sequenze di esperienze vissute al nido e alla scuola dell’infanzia – il tema della comunicazione e della relazione tra bambini di età, lingue e culture diverse. 

Idee e Questioni

Riflessioni intorno al gioco euristico
Il gioco euristico come occasione per soffermarsi e concentrarsi
Nel secondo anno di vita i bambini non fanno ancora dei giochi di finzione (Io ero la mamma, facevo il caffè). I loro giochi sono spinti da una passione innata per esplorare e scoprire tutto quello che incontrano, ma senza aggiungervi significati simbolici (una castagna diventa una tazza di caffè…). 

Idee e Questioni

Odori emozionanti
Il laboratorio di educazione olfattiva
Fin dai primi giorni di vita i bambini mostrano interesse per le fragranze e gli odori. La percezione degli odori è un bisogno primario probabilmente legato all’origine, alla nutrizione: il bambino trae sostentamento dal seno materno, prova piacere da questa esperienza e associa le sensazioni di gioia agli odori percepiti durante la nutrizione, assieme al calore, alla sicurezza e all’affetto della madre. Per mezzo di questo collegamento i profumi e l’odorare in sé sono sentiti come sensazioni e stimoli piacevoli. 

Idee e Questioni

Libertà e responsabilità
Tagore e Montessori: l’educare alla libertà
Disse una volta Tagore che i re hanno il compito di difendere il paese e, quando necessario, andare in guerra, mentre pulire la cisterna dell’acqua è compito degli abitanti del villaggio. La pulizia della cisterna dell’acqua è troppo importante per il villaggio per essere delegata a qualcuno che è lontano. Non è detto che un buon governo è tale quando i cittadini gli delegano fiduciosamente qualsiasi cosa. La migliore democrazia è quella che non si limita al momento delle elezioni, ma viene esercitata a diversi livelli, distribuisce le responsabilità fra tutti, tiene alto il livello della partecipazione nei diversi strati sociali. 

Idee e Questioni

Coordinatore pedagogico, professione multitasking 10 Modelli e tecniche...
...per la costruzione di reti territoriali
Un sasso nel lago… (ma qualcuno penserà allo stagno?) quanti cerchi formerà? Pensando ai servizi educativi e al Coordinamento pedagogico il primo cerchio comprende l’asilo o la scuola infanzia, un altro circonda le scuole attorno, e poi tutte quelle presenti nel quartiere, nelle municipalità o circoscrizioni all’interno dei comuni grandi e altri cerchi si formano tra comuni più piccoli all’interno di aree che vengono defi nite per i Coordinamenti pedagogici di rete: ogni cerchio che si forma per inglobare spazi e strutture ha una sua peculiarità e differenza e richiede ragionamenti e rifl essioni diverse, sempre più ampie e articolate. 

Ricerc-azione

La scatola dei bottoni 10 - I “maestri” del laboratorio
Teoria e pratica dei laboratori formativi
Abbiamo aperto a settembre “La Scatola dei Bottoni” e ne abbiamo trovati di piccoli e di grandi, di colorati e di madreperla bianca. Le scuole e i nidi di Fidenza e Oltre ci hanno accompagnato in questo percorso di scoperta nel loro mondo scolastico. Nella scatola oggi, a giugno, ritroviamo i bottoni di tre donne e di due uomini che tra il 1800 e la metà del 1900 hanno scritto pagine di pedagogia e che ancora oggi sono attuali e invitano a importanti rifl essioni. 

Ricerc-azione

Bambini che contano
Responsabilità diffuse per una didattica di qualità
Negli anni diffi cili che stiamo attraversando, i servizi educativi e scolastici risentono fortemente delle ristrettezze economiche e delle politiche depressive che non solo ne ostacolano lo sviluppo ma, sempre più spesso, ne determinano la riduzione quantitativa e non di rado qualitativa. Come tanti altri Comuni, anche il Comune di Modena si interroga sui temi della sostenibilità economica dei servizi educativi e scolastici e sui temi della qualità. 

Ricerc-azione

“Vorrei essere un moscerino in tasca al mio bambino”

Il nido è la prima istituzione educativa che i genitori incontrano, pertanto, in un momento in cui stanno vivendo da poco il loro ruolo genitoriale, si trovano a condividere con altri adulti sconosciuti aspetti delicati dei loro vissuti profondi e a esprimere gioie e paure, certezze e ambivalenze. Il nuovo ambiente offre disponibilità, risorse formative ma richiede anche impegno, nuove regole da seguire e da comprendere. 

Ricerc-azione

Acqua del mare
La grande conchiglia… Un progetto dedicato all’acqua e al mare
Nasce da una riflessione sulla magia dell’acqua il progetto proposto da Rosa Bondioli e Anna Draghetti, educatrici della sezione part-time dell’asilo nido Peter Pan di Marmorta (Molinella) con la supervisione della coordinatrice pedagogica Licia Vasta. Input e accompagnamento tematico sono stati offerti da Luigi Berardi e Arianna Sedioli, che hanno affiancato le educatrici durante la preparazione del progetto nella sua fase conclusiva. Il primo contatto con l’artista Berardi, mentore del percorso, è avvenuto al Teatro Testoni, presso il quale è stato ospite di due conferenze e due laboratori intensivi. La ricercatezzae la profondità degli interventi, memori della sua fanciullezza, hanno poi convinto le educatrici a frequentare il corso Nasi Curiosi, svoltosi al Museo di S. Alberto di Romagna e condotto dallo stesso Luigi insieme ad Arianna.  

Ricerc-azione

Rewind: ritorno al futuro
Dalle radici alle ali. Il ritorno degli ex bambini
Come in un’atmosfera da studio longitudinale o in un follow up scientifico il nostro nido, lo scorso 23 febbraio 2013, ha incontrato i suoi ex bambini a distanza di 10 anni! Era una occasione per festeggiare (non c’erano certo esigenze di ricerca!) il compimento di più di dieci anni di attività della nostra associazione e si era scelto di farlo proprio con le famiglie insieme alle quali avevamo posto le nostre prime “pietre miliari”, o meglio, impiantato le radici del nostro progetto educativo. 

Ricerc-azione

Il nido in giardino

Lo scorso anno, a giugno, alla riapertura del nostro nido dopo il sisma di maggio, abbiamo vissuto un miscuglio strano di emozioni contrastanti: da una parte c’era la voglia di ricominciare per riacquistare un po’ di normalità e andare incontro alle esigenze delle famiglie e, dall’altra, eravamo ansiose e preoccupate che si ripetesse il disastroso evento.

 

Ricerc-azione

Progetto genitori
Accogliere le famiglie: collaborazione e dialogo per costruire legami
La sperimentazione della sezione primavera concorre a fornire una risposta alle domande delle famiglie per servizi della prima infanzia. La domanda è: in quale modo? Le famiglie di oggi sono in grande trasformazione. La scuola si offre spesso come luogo di ascolto, di dialogo, di aiuto. Accogliere un bambino signifi ca accogliere una famiglia. 

Ricerc-azione

Pensieri per cominciare bene
Consigli e indicazioni dei bambini e delle bambine dell’ultimo anno ai compagni che inizieranno la nuova avventura scolastica
La professionalità di chi educa è contraddistinta da gesti sapienziali e intenzionali che accompagnano e sostengono situazioni, che ciclicamente ritornano, quali il separarsi e l’accogliere; ritualità sempre nuove per il rinnovarsi dei pensieri, delle emozioni e degli incontri. Ogni incontro è un nuovo inizio, un’epifania, un’attesa trepidante, ma è anche separazione dagli incontri precedenti. L’intensità dell’impegno e del pensiero progettuale nell’accogliere, è tanto più forte, laddove, come nella realtà della nostra scuola, le sezioni sono omogenee per età e venticinque bambini intraprendono insieme un nuovo cammino. Accogliere è attendere, immaginare l’incontro, pensare i gesti che lo accompagneranno. 

Ricerc-azione

“Chi sono io?”
Un percorso formativo verso la costruzione dell’identità personale
“Chi sono io?” è la domanda che ogni bambino si pone nel suo percorso di crescita, sperando di avere una risposta soddisfacente a questo enigma così complesso. Si dice che la curiosità sia bambina: i piccoli, infatti, guardano, esplorano, spiano, domandano e agiscono per trovare le risposte ai loro quesiti. La curiosità, infatti, è il loro grande impulso alla conoscenza e risponde al bisogno di trovare un senso, non solo rispetto al mondo e alle cose, ma anche e soprattutto verso se stessi. 

Ricerc-azione

Alla scoperta dell’arte contemporanea
I bambini della scuola dell’infanzia e i ragazzi del liceo artistico lavorano su Picasso e Depero
Una persona entra nel mio uffi cio: tra le pareti bianche e candide scorge due composizioni di mio fi glio. Si avvicina, le scruta, le osserva, le ammira. Le ha fatte suo fi glio? chiede con stupore. Sì, quando all’asilo ha partecipato, in collaborazione con il liceo artistico Nordio di Trieste, a un progetto condiviso sull’artista Fortunato Depero. Bello, anzi, bellissimo. Asilo privato?, mi chiede. No, pubblico, rispondo fi ero io.
Riporto questa breve storiella vissuta solo per darmi l’occasione di raccontare di un’iniziativa particolarmente brillante, realizzata dalla collaborazione della scuola Borgo Felice” di Trieste sezione D e il liceo Nordio 

Ricerc-azione

Scrivere adulto, scrivere bambino
Un dono per l’incontro
Quando si tratta l’argomento scrittura dei genitori ci si affaccia su un terreno relativamente poco esplorato per la potenzialità che lascia intravedere; inizialmente si indicano per cenni alcune strade-tipologie percorribili, per addentrarsi in seguito, in modo più dettagliato, nella scrittura di fi abe e racconti. L’intento è quello di dotare insegnanti e genitori, di un tramite per la crescita della relazione con i bambini e, nel contempo, per lo sviluppo del loro apprendimento. 

Ricerc-azione

Autonomia: un cammino di crescita condiviso (2a parte)
La diffi coltà di educare i bambini all’autonomia tra scuola e famiglia
Nelle scuole dell’infanzia si incontrano bambini sempre meno autonomi. I bambini però hanno un’innata spinta all’autonomia ed è compito degli adulti ascoltarla e accompagnarli. Infatti come afferma Luigi Pati l’autonomia personale è il risultato di un graduale processo di maturazione, condizionato dalle caratteristiche evolutive del soggetto interessato e orientato dalle sollecitazioni ambientali 

Strumenti – Buone idee

Giocando con l’acqua
L’acqua come elemento, strumento, spunto e pretesto... per fare esperienze
L’acqua è un elemento indispensabile per la vita. I bambini, da subito, iniziano la loro relazione con l’acqua attraverso l’alimentazione e le cure igieniche, imparando che l’acqua disseta, bagna e pulisce. 

Strumenti - Le danze di Mirco

Wahèd ètnèn
Nuove idee per la scuola dell'infanzia
La Repubblica Araba d’Egitto è uno stato transcontinentale poiché la Penisola del Sinai è zona di congiunzione tra i continenti africano e asiatico. La principale parte abitata del paese si estende ai lati del Nilo poiché vaste aree dell’Egitto sono desertiche e quindi disabitate.
Il titolo di questa danza significa uno, due, si tratta di una suggestiva canzone dei numeri cantata in arabo, per essere più precisi in un dialetto egiziano.