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Bambini

La scuola ha bisogno di insegnanti “nuovi”
Bambini e nuove tecnologie
Incontro con Matisse


Numero: 8/2013

Pubblicato il 09/10/2013


Dopo trent’anni, siamo allo stesso punto. Chiara Saraceno interviene sull’editoriale di Malaguzzi dell’aprile 1982, attualizzando l’impatto sullo stato sociale e sull’opinione pubblica della scelta di iscrivere e mantenere i nidi nel novero dei servizi a domanda individuale. Il problema più rilevante oggi non è più la richiesta agli utenti del pagamento di questi servizi, che pure continua a porre questioni relative all’equità e alla giustizia, ma la delegittimazione culturale del nido causata dal suo razionamento che genera contrapposizione tra dimensioni costitutivamente connaturate all’identità di questo servizio: ruolo educativo, assistenziale e di conciliazione.

Di grande attualità è il tema de L’approfondimento, dedicato alle nuove tecnologie. È ormai un elemento comune della vita di adulti e di bambini, fa parte dell’esperienza quotidiana e ha innumerevoli risvolti dal telefono cellulare, alle macchine fotografiche, agli strumenti legati al mondo elettronico. Come si è adattata l’esperienza dei bambini a questa esposizione precoce? Come è entrata questa risorsa nella loro crescita e nello sviluppo delle competenze? Siamo in grado di tenerne consapevolmente conto? E come entra nella nostra azione educativa? Il problema dal punto di vista professionale è porsi nelle condizioni di saper utilizzare al meglio le nuove opportunità che si presentano, ma soprattutto di saperci mettere a livello di bambino/a, che molto spesso ha una conoscenza e una padronanza ben maggiore di quella dell’adulto.

Prendono forma i “Buoni progetti”. Il proposito è quello di visitare nel corso dell’anno alcune soluzioni di ristrutturazione edilizia che, a partire dall’esistente, e quindi con attenzione alla compatibilità ambientale ed economica, permettono l’avvio o il rinnovo di servizi educativi. L’esempio di cui si narra in questo numero è un progetto realizzato a Anacapri, dove la ristrutturazione di un edificio degradato, attraverso soluzioni anche originali, ha permesso l’apertura di un nuovo nido.

Una segnalazione merita l’ultima pagina dedicata alla sezione “Tra educatori e genitori”. È una traccia per un dialogo, per un incontro di competenze a partire dal tema dell’approfondimento. Sono spunti di discussione, segnalazione di libri e di materiali utili ad attivare un incontro con i genitori, a condividere un pezzetto del percorso. Aspettiamo i vostri riscontri e i vostri suggerimenti.

f.c.



 

Indice di questo numero:


Editoriale

Rifondare la cittadinanza

È stato recentemente pubblicato un volume di Guido Tabellini e Andrea Ichino, le cui tesi sono state riprese (anche se non con grande risalto) dalla stampa nazionale. Focus del libro è l’ipotesi di avviare un’esperienza di scuole pubbliche, del tutto fi nanziate dallo Stato, ma gestite in piena autonomia da privati in stretto rapporto con i genitori. Questo sistema non è una novità perché già diffuso nei Paesi del Nord Europa e negli USA e ha maturato esperienze con modelli diversi nell’arco di alcuni decenni (il riferimento è alle free schools e alle charter schools).  

Idee e Questioni - Nostalgia del futuro

Ancora a domanda individuale
Il razionamento e la delegittimazione culturale dei nidi d'infanzia
 

Idee e Questioni

La scuola ha bisogno di insegnanti
Nono sono i concetti che trasformano la scuola, ma il modo di apprendere
 

Idee e Questioni

Aiuto, i nostri servizi stanno fallendo... di nuovo!
Dalla Scozia: una riflessione sui rischi dell'assistenza all'infanzia in balia del mercato
 

Idee e Questioni

Il diritto all'educazione e la multiculturalità
Nuovi scenari nel mondo dei piccoli
 

Idee e Questioni

Bambini liberi di scegliere
Il bambino artefice della propria crescita in rapporto costante con l'ambiente in cui vive
 

Idee e Questioni

Burattini ed educazione (seconda parte)
Quale pedagogia per i burattini
 

L'approfondimento

Bambini e nuove tecnologie

 

Esperienze

Accanto al dolore di una perdita
L'esperienza di un'educatrice al fianco di una bimba che ha perso la mamma
Vorrei descrivere in queste pagine un’e­sperienza professionale per me molto intensa. Si tratta di un lutto a cui ho partecipato da vicino, la perdita della mamma da parte di una bimba del nido. Credo che condividere con altre colleghe e colleghi questa storia possa servire a sentirsi più preparati in circostanze analoghe. 

Esperienze

Sogni d'oro
Per un'educazione a un sonno sereno e a un risveglio sereno
 

Esperienze

Ambientamento e conversazoni di gruppo con le famiglie
Interazione e pratiche di cura con le famiglie al nido d'infanzia comunale di Martinengo (Bg)
 

Esperienze

Quando la ricerca della cura è cura della ricerca
La transizione entrata e uscita come contesto di relazione e condivisione con le famiglie
 

Esperienze

Incontro con Matisse
Bisogna guardare tutta la vita con gli occhi dei bambini (H. Matisse)
 

Esperienze

I maschi mi piacciono preché...
...possono fare le stesse cose che faccio io. Le differenze di genere a 4 anni
 

Esperienze

Oggi come mi vesto?
Il travestimento come possibilità di esprimere se stessi
 

Esperienze

L'Ape Tulì e la valigia Gigia

 

Esperienze

Il primo nido nell'isola

 

Strumenti- Tra educatori e genitori

TecnologicaMENTE

 

Strumenti - Leggere ai bambini

Il diritto alle belle storie
Una rivisitazione dei diritti del lettore di Pennac
 

Strumenti - Biblioteca di sezione

A caccia dell'orso andiamo!
L'importanza dei rituali
 

Strumenti - Proposte di lettura

Democrazia! Libertà privata e libertà in rivolta

 

Strumenti - Biblioteca di sezione

Ich, I, io
Filastrocche in tedesco e inglese tradotte in italiano
 

L'approfondimento

Il dito e il link
Pensiero ed esperienza quotidiana dei “Nativi Digitali”
Avverte Bauman che una società si riconosce come “liquida” se le situazioni in cui ci si trova ad agire si modifi cano prima che questi stessi modi di agire (e pensare) riescano a consolidarsi in abitudini e procedure, tanto che il nostro vivere individuale e sociale non appare più in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo: noi chiamiamo tutto questo “cambiamento”.