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Bambini

La medicalizzazione della pedagogia
“Ho accarezzato il profumo della scoperta”
L’approfondimento: bambini e culture


Numero: 10/2013

Pubblicato il 27/11/2013


Un’idea comune fa da sottofondo all’editoriale di Peter Moss, al commento che Telmo Pievani conduce sull’editoriale di Malaguzzi del 1988 e all’intervista rilasciata da Jhon Bennet sui rapporti Starting Strong e sulle linee di tendenza delle politiche educative in Europa. L’elemento che ritroviamo in sottofondo e che lega tre interventi tra loro peraltro molto diversi, è il collegamento tra educazione e politiche, che si presenta come un rapporto bidirezionale: da un lato le scelte politiche incidono pesantemente sui risultati dell’educazione (e questo è una considerazione ovvia e risaputa), d’altro l’educazione può determinare le politiche, il loro sviluppo, l’innervarsi della democrazia nei processi politici. È una riflessione che riteniamo importante tenere viva e sostenere nella discussione, anche nell’ottica del prossimo Convegno Nazionale per i servizi dell’infanzia in preparazione per il fine settimana del 21-23 febbraio 2014. Il titolo del Convegno è “Educazione e/è politica”. Ci sembra significativo declinarlo oltre le parole e introdurre con forza un concetto di democrazia che sappia connotare e determinare le politiche in direzione di una partecipazione generale e convinta.

Dedichiamo l’approfondimento a “Bambini e culture”. La presenza di bambini considerati stranieri è un fenomeno sempre più rilevante e che sta modificandosi rispetto al suo primo affacciarsi come problematica per il nostro sistema educativo. Non è solo cambiata la percentuale delle presenze, cresciuta esponenzialmente negli ultimi vent’anni e non “governata” – lasciata spesso al caso e a una percezione emergenziale – dovuta alla distribuzione a “macchia di leopardo” delle residenzialità, alla composizione estremamente varia delle provenienze, all’ignoranza del fenomeno e delle caratteristiche delle popolazioni d’origine, ma è cambiata la sostanza del problema: non si tratta ormai in gran parte di migranti di prima generazione, ma sempre più spesso di bambini nati in Italia e per i quali il dialetto locale è la vera lingua di appartenenza. Cambiano i bambini, resta un problema di culture, resta e tende ad acuirsi il problema di riconoscere come la “nostra” cultura si stia modificando, stia introiettando influenze, ricchezze, elementi che provengono da mondi fino a ieri “altri”. Si ripete il fenomeno che ha dato origine alla nostra cultura, dovendo e sapendo innervare le radici greco latine con le influenze nordiche e i contributi arabi. Sta a noi coglierne e valorizzarne le potenzialità e la ricchezza. Non marginale ci sembra aver dato voce ne “l’altro punto di vista” all’esperienza di due “migranti”; un argentino che racconta, con la memoria dell’infanzia, il suo sradicamento e una collega educatrice di origini marocchine, che aprono una domanda rilevante: abbiamo provato a porci dal punto di vista di chi vogliamo “integrare” per coglierne e comprenderne i vissuti?

Una segnalazione per una rubrica che ha preso avvio quest’anno: “Buoni progetti”. L’accento che mettiamo in evidenza, in questo caso cade meno sulla qualifica di “buono” ma vuole valorizzare il concetto di “progetto”. Presentiamo interventi edilizi, progetti di ristrutturazione e recupero. È un suggerimento e un invito a trovare modi nuovi per dare spazi e rilievo all’infanzia.

F.C.



 

Indice di questo numero:


Editoriale

Educazione e/è democrazia

Il sociologo brasiliano Roberto Unger si pone il problema di come sia possibile riformare le società contemporanee in modo da accrescere l’importanza dell’aspetto umano. La sua ricerca evita proposte di cambiamento così radicali da risultare inattuabili, ma vede la possibilità di generare un’importante trasformazione di lungo termine attraverso una serie di riforme piccole e graduali. 

Idee e Questioni - Nostalgia del futuro

I cento linguaggi della scienza
La squadra vincente per la quale tifava Loris Malaguzzi
Sono passati 25 anni dall’appassionato editoriale di Loris Malaguzzi. Un quarto di secolo è una piccola eternità in campo scientifico. E, in effetti, è successo di tutto da allora… 

Idee e Questioni

Le continuità come potenzialità educativa
La continuità nei passaggi tra casa e “scuola” come sostegno alle capacità di adattamento e come possibilità per lo sviluppo
Ha passato gli ultimi anni studiando come sono gestite le cure e l’educazione della prima infanzia in molti Paesi dell’OCSE. Per cominciare, ci parli di come ha preso avvio il progetto “Starting Strong”.

Il progetto Starting Strong nasce dal lavoro dell’OCSE a metà degli anni Novanta sull’educazione continua e permanente... 

idee e Questioni

Servizi per l’infanzia e rapporti numerici
Dalla Germania: inchiesta sulla qualità
Su tutto il territorio federale nei nidi la media del rapporto educatrice-bambino è di un’educatrice per 4,5 bambini. Tuttavia nei nidi della Germania dell’Est un’educatrice a tempo pieno assiste mediamente 6 bambini che frequentano per tutta la giornata. 

idee e Questioni

Educare alle differenze familiari
Per il diritto a tutte le forme di famiglia
L’educazione alle differenze si impone oggi come un ambito di studio, ricerca e intervento che pone gli esperti del settore nell’urgenza di elaborare metodologie, contenuti e strumenti di lavoro, in grado di strutturare adeguati percorsi di riflessione nei contesti educativoformativi... 

idee e Questioni

La medicalizzazione della pedagogia
Il ruolo della scuola tra la standardizzazione dell’apprendimento e l’aumento di diagnosi di “disabilità dell’apprendimento”
Quelle che genericamente possiamo definire “disabilità dell’apprendimento” stanno recentemente assumendo un ruolo sempre più importante nella nostra società nel defi nire una vasta gamma di diffi coltà che emergono principalmente nel contesto scolastico. 

Idee e Questioni

Il metodo e il suo labirinto
Le metodologie: gabbie o sguardi sul protagonismo del bambino?
In generale si assiste, almeno qui da noi, a una certa diffi denza nei confronti dei “metodi” in campo educativo. Basta dire che, se non andiamo errando, esistono in Italia solamente due scuole ufficialmente riconosciute come “Metodo Agazzi”. 

idee e Questioni

La porta Sud
Un progetto di prevenzione del disagio infantile nella scuola dell’infanzia
Quando due anni fa ho “preso in carico” il Coordinamento psicopedagogico 2 di Marghera, avevo piena consapevolezza che mi sarei trovata a lavorare in un contesto diffi cile. La scuola dell’infanzia e lo “Spazio Cuccioli ”, di cui mi sarei dovuta occupare, erano infatti collocati in un contesto socio-ambientale degradato, nella zona Sud di Marghera denominata “Quartiere delle Vaschette”. 

Approfondimento

Bambini e culture

• Attraversare i confini, Riccardo Damasio
• Musica per incontrarsi, a cura delle educatrici dei nidi d’infanzia “Fata Morgana”, “Filastrocca” e “Villa Savoretti”, Genova
• Alle origini delle differenze, a cura delle insegnanti della scuola dell’infanzia “Santa Sofi a” del Comune di Genova
• Viaggi bambini, a cura delle insegnanti della scuola dell’infanzia “Maddalena” del Comune di Genova
• Educazione, luogo del possibile, Nicoletta Pozzani e Dinha Rodrigues
• Siamo tutti diversi, Bruna Loporcaro
• L'altro punto di vista: Sulla propria pelle…, Antonio Hodgers, Zahra Boussekkine 

Esperienze - Buone Idee

Non solo nelle “situazioni di cura”

Se prendersi cura di qualcuno significa farlo sentire a suo agio non solo fi sicuramente, ma anche psicologicamente ed emotivamente, leggittimato a esprimere e ad agire bisogni e desideri, allora, parlando di nido, la nozione di “cura” si dilata naturalmente ben oltre i limiti di spazio e tempo classicamente a essa dedicati. 

Esperienze - Nido

Gli incontri di sezione tra educatori e genitori
Interazioni e pratiche di cura con le famiglie al nido d’infanzia comunale di Martinengo (Bg)
Dentro la vita quotidiana del nido, numerosi e molteplici sono gli eventi che si succedono e che costituiscono la storia del servizio.
Saper valorizzare questa storia e regalarne almeno una parte alle famiglie, che non vivono direttamente la quotidianità se non attraverso i momenti dell’accoglienza e del congedo, significa recuperare e curare con attenzione ogni azione del bambino... 

Esperienze - Nido

Un orto al nido
Esperienze e avventure dei bambini della sezione divezzi
Il giardino del nido rappresenta lo spazio nel quale i bambini esprimono il piacere di muoversi a contatto con la natura insieme ai coetanei. Il desiderio di esplorare e conoscere l’ambiente naturale, con i suoi molti segreti, è legato alla libera espressione delle proprie emozioni e al piacere di stare con gli altri in uno spazio che permette maggior libertà fisica. 

Esperienze - Nido

“Ho accarezzato il profumo della scoperta”
Un progetto per arricchire il bagaglio della memoria sensoriale
Per l’elaborazione di questo progetto abbiamo preso spunto dalle parole di Piaget, che esprimono il fi tto e intenso lavoro di un bambino che cresce. La natura è stata la principale fonte di ispirazione del percorso perché i paesaggi che essa ci offre racchiudono tutta la ricchezza di stimoli sensoriali che cercavamo per i bambini. 

Esperienze - Scuola

L’equilibrio Esperienze in... movimento
Prime esperienze di fisica nella scuola dell’infanzia
La classe in cui il progetto è stato sviluppato, è eterogenea. Essa comprende tre fasce di età e questa caratteristica, anche in questo caso (come in tanti altri), si è rivelata un’opportunità preziosa... 

Esperienze - Scuola

Bambini Tutor
Un’esperienza di gruppo misto alla scuola dell’infanzia
In questo primo anno scolastico di lavoro in una struttura statale mi è stata assegnata una sezione a orario ridotto. Dopo un primo momento di perplessità ho cercato di cogliere le positività che tale occasione mi poteva offrire. 

Esperienze - Scuola

Educare alla bellezza

Spesso nelle scuole ci si imbatte nella difficoltà di educare all’arte i bambini. Molte insegnanti non si sentono adeguate, ammettendo la loro “non competenza” a riguardo.
Non dobbiamo pensare che l’arte vada relegata solo allo spazio dell’educazione all’immagine, perché essa può affiancarci nelle varie attività che proponiamo ai bambini nella scuola dell’infanzia... 

Esperienze - Buoni Progetti

Rifare senza fare daccapo

Suvereto è un comune in provincia di Livorno di circa 3000 abitanti. È uno dei centri della Val di Cornia, si trova, a 8 km dalla stazione ferroviaria di Campiglia Marittima e a 23 km da Piombino. I suoi abitanti risiedono per circa metà nel centro storico, borgo fortifi cato di origine medioevale considerato tra i più belli d’Italia, per metà nelle campagne circostanti. 

Strumenti - Leggere ai bambini

Chi ben comincia...

Questo periodo vede una grande accelerazione dei processi di trasformazione della società, caratterizzato da una velocità di vita che lascia quasi senza fiato. 

Strumenti - Biblioteca di sezione

Una spiaggia “filosofica”
Raccontare la creazione del senso
“Non mi dispiacerebbe se fossimo in una storia” disse Ann. “Perché nelle storie le persone non vanno in giro tutto il giorno in cerca di una vecchia conchiglia. Succedono cose interessanti”. “Nulla accade realmente in una storia” disse Ben “le storie sono parole. E le parole sono lettere. E le lettere sono diversi tipi di segni”. 

Strumenti - Proposte di lettura

“Abbandoni”, incontri, scontri e coraggio: per vivere e per crescere

Una famiglia come tante: padre, madre e una fi glia di pochi anni. La relazione va in crisi, e il legame si rompe, come capita sempre più spesso. La madre sente di non poter più restare lì, “deve” andare via, lontano, anche senza la figlia, anzi proprio da sola. Il papà e la bimba si trovano così a riorganizzare la vita a due, imparando a bastarsi, sentendo progressivamente calare la speranza di un ritorno, che in effetti non avviene. 

Strumenti - Tra educatori e genitori

Cultura dei bambini, cultura degli adulti

Con il termine intercultura s’intende la capacità (o la possibilità) di costruire relazioni e interazioni tra culture differenti, pensando molto spesso che la differenza si giochi soprattutto in termini geografi ci: intercultura fa spesso rima con paesi lontani, lingue diverse, religioni e valori altri, usi, costumi e alimentazione distanti, e altri elementi che in modo diretto o indiretto sono connessi con le zone geografi che del mondo dalle quali proviene una persona.