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Anno: 2006 
Pagine: 88
ISBN: 88-8434-214-7
Prezzo di copertina: € 9,90


Esaurito

libro non disponibile

FIABE PER PENSARE
Contributo in chiave psicologica sull’ascolto e il racconto delle fiabe

Autore:
Luigi  Campagner


Descrizione:

"Sorprendente" e "raffinato" per le prospettive originali che introduce, così si esprimono i curatori della prefazione e dell'introduzione, il libro di Luigi Campagner, psicoanalista e formatore dal corposo curriculum di consulenze e conferenze per operatori dell'infanzia e genitori, ha i piedi ben piantati nell'esperienza quotidiana, addirittura spicciola, dei rapporti che si generano nei servizi per l'infanzia, non meno che tra le mura domestiche. Il tema e quello delle fiabe e il contesto è quello della relazione competente tra l'adulto e il bambino. Promosso dai Servizi per l'infanzia del Comune di Lecco, Fiabe per …Pensare è un libro al servizio della relazione, uno strumento davvero efficace ed utile che mentre introduce pensieri innovativi e stimola modalità relazionali improntate alla cura e alla valorizzazione della competenza del bambino, sa raccogliere, valorizzare e guidare le domande e le esperienze di operatori e genitori. Questi ultimi per l'importante contributo offerto Alla genesi del libro (almeno in alcune sue parti) assurgono al ruolo, non fittizio, di suoi co-autori. "Forse non a caso il primo merito di questo libro risiede nel modo in cui è stato costruito: esso stesso è infatti il punto di arrivo cui si giunge dopo la stazione intermedia rappresentata dalla trascrizione di conversazioni svoltesi tra l'autore e un uditorio che lascia traccia di sé, in queste pagine, attraverso gli interventi, le osservazioni e le domande che intercalano le parti espositive…." (dalla prefazione di Pietro R Cavalleri, Psichiatra, psicoanalista, docente a.c. di psicopatologia speciale all'Università dell'insubria di Varese ).

Il libro offre così a un pubblico più vasto - certamente interessato e coinvolto come quello che ha partecipato alle conferenze - uno sguardo inedito sulle fiabe, che consente di scoprirne, assieme alle inedite interpretazioni, le opportunità che esse offrono nella relazione con il bambino. Tra i tanti aspetti significativi proposti nel libro Marina Panzeri, psicopedagogista responsabile dei Servizi per l'infanzia del Comune di Lecco e curatrice con l'assessore Carlo Invernizzi dell'introduzione, ne pone in risalto i seguenti: "Il primo è che le fiabe sono un atto di stima nei confronti del bambino, come i rebus lo sono nei confronti dei loro lettori. (…) La fiaba ha stima dell'ascoltatore/bambino perché non esita ad offrirgli trame complesse e personaggi differenti nella consapevolezza della sua abilità nel cogliere i suggerimenti (e gli avvertimenti) che gli avvenimenti descritti mostrano. Il secondo aspetto da sottolineare è rappresentato dall'invito a vedere la fiaba non come uno schema "cristallizzato", ma come uno strumento utile e prezioso che inerisce i diversi aspetti della vita: dai più piacevoli (gli amici, gli aiuti, le vittorie) a quelli più difficili, che di solito gli adulti tendono a tenere celati perché inquietano. Mentre nella vita, nella realtà, insieme alle presenze buone e alleate con il bambino, ci sono anche presenze malvagie, cattive, ostili come si racconta in Pollicino o in Hansel e Gretel. Colpisce molto il suggerimento di non essere complici dell'ingenuità del bambino, ma di raccogliere l'opportunità vantaggiosa che offrono le fiabe di essere realisti, perché le difficoltà ci sono e i bambini devono esserne avvertiti. Questo consente di dire al bambino che ci sono gli aiuti, le persone che collaborano, ma che si incontrano anche gli ostacoli e un primo modo per affrontarli è saperlo. È un consiglio che va in controtendenza rispetto al modo odierno di concepire la relazione con il bambino che implicitamente stima così piccole le sue capacità da volerle preservare e proteggere ad ogni costo, con il rischio di non metterle in azione e di non stimolarle".

Anche Pietro R Cavalleri, mette in risalto il continuo rincorrersi nel libro di situazioni fiabesche e legate alla vita reale: "Questo lavorio di continua ripresa, di passa-e-ripassa sull'intreccio della fiaba facendo la spola tra il testo di questa e il testo della vita, consente a poco a poco di raccordare e mettere a fuoco la giocosità e l'improbabilità dell'una con la drammaticità e la decisività di cui l'altra è intessuta, fino a fare della prima il banco di prova della seconda, un saggio degli ostacoli di cui è disseminato il cammino e delle soluzioni che debbono essere inventate (sia nel senso etimologico dell'invenio, del ritrovamento, sia nel senso della costruzione ex novo) per non smarrire l'orientamento della propria rotta nella vita.
Il libro, aggiunge ancora Pietro R Cavalleri, oltre ad essere una viva documentazione dell'origine sempre dialogica di ogni orientamento individuale e di ogni sapere possibile sulla realtà (…) propone le proprie tesi suddividendo il materiale in due distinte modalità che si compenetrano nel seguito delle pagine: la prima è costituita da alcune argomentazioni di fondo che tendono a illustrare la posizione infantile, in particolare l'atteggiamento realistico del bambino, il suo agire in senso economico, vale a dire perseguendo il vantaggio; la seconda consiste nel commento interpretativo di alcune fiabe, che documentano un lavoro in progress.

"I pensieri e i suggerimenti che emergono nel lavoro dell'autore sono stati colti dai servizi per la prima infanzia del Comune di Lecco in continuità con l'esperienza di utilizzo della fiaba, e accolti perché aiutano a rivisitarla e ancor più valorizzarla come modalità "convincente" di considerare la relazione adulto e bambino.
Anche per gli operatori e le famiglie l'esperienza documentata da Fiabe per…pensare, è stata una "raffinata" proposta di riflessioni percepite come congruenti l'esperienza che viene proposta a loro e al bambino nei servizi comunali per la prima infanzia che in questa direzione e con questi obiettivi intendono continuare a lavorare ed investire.(dall'introduzione)"


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