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Recensione a cura di Luigi Guerra
Inserita il: 21/05/2005

IL LABORATORIO DI GEOGRAFIA
Tutte le strade per conoscere il mondo
 
Autore: Dario Ghelfi, 
2000
...
Dario Ghelfi, Il laboratorio di geografia, Bergamo, Junior, 2000

Uscito nell'ottobre del 2000, "Il Laboratorio di Geografia" di Dario Ghelfi (dirigente tecnico/ispettore, del MIUR) è, tutto sommato, uno degli ultimi testi, comparsi sul mercato, che si occupa di didattica della Geografia. Disciplina sempre a rischio di eliminazione dalle aule scolastiche, ci sembra, tuttavia,che la Geografia sia apprezzata dai docenti; se non lo è dagli studenti, è perché spesso non riesce a liberarsi da quello che possiamo definire come un suo specifico peccato, il nozionismo, per cui il tutto sembrerebbe risolversi nel mandare a memoria sequenze infinite di nomi (di fiumi, di monti, di mari, di prodotti e via dicendo).

Ma la Geografia è una scienza che non si limita a descrivere la realtà, la interpreta piuttosto, studiando i rapporti e le interconnessioni che legano, in una fitta trama, in continua evoluzione, i diversi soggetti (uomo compreso) che nello spazio si situano. Di qui una serie di principi che costituiscono il corredo epistemologico di una disciplina che chiede alla "sua" didattica di muoversi lungo i sentieri della ricerca e del coinvolgimento degli allievi (una sorta di laboratorio continuo).

A questa esigenza risponde "Il laboratorio di geografia", che già nel titolo ci fa scorgere la pista che intende seguire: un cammino, che dalla scuola dell'infanzia ai primi anni della scuola secondaria di primo grado, porta gli alunni a "vivere" la geografia, partendo dalla loro esperienza e slargando via via il raggio d'azione a cogliere interrelazioni che si giocano a livello sempre più ampio.

Il testo muove inizialmente dal "manifesto" e dalle "parole" della geografia, per piegare verso l'approccio metodologico, con la presentazione del laboratorio di geografia e della sua complessa dotazione: cartoteca, libri, emeroteca, mediateca, attrezzature informatiche, strumenti di osservazione, di registrazione, di riproduzione e di conservazione.

Poi le proposte di lavoro; dapprima i moduli per i più piccoli (scuola dell'infanzia: i rapporti nello spazio, la topologia, i percorsi e l'avvio alla cartografia), quindi il lavoro con le carte: la tavoletta IGMI, la tipologia delle carte, la lettura diacronica e sincronica, l'atlante, la cartografia storica.

Si prosegue con la visualizzazione dei dati quantitativi (grafici e tabelle, con il supporto dell'informatica) e si passa, poi, all'orientamento (in generale e della carta) e al clima. La bussola, gli elementi e i fattori del clima, le zone climatiche, le carte del tempo nei quotidiani.

I fusi orari.
L'escursione didattica ed il viaggio.
Per ultimo, giocare con la geografia: la geografia fantastica, il fumetto e l'arte.
A chiusura la mediateca, gli strumenti e la bibliografia.
Con una osservazione. Il volumetto è, come abbiamo già ricordato, dell'anno 2000, quando si parlava di una riforma della scuola dell'obbligo che si muoveva nella direzione di un'unificazione della scuola elementare e della scuola media, con un'articolazione delle classi che si prevedeva andasse dalla prima alla settima. Il riferimento normativo erano i programmi del 1985 (il D.P.R. 12.02.1985, n. 104). Ora quella riforma non è partita ed è stata sostituita da un'altra. I programmi del 1985 di fatto non indicano più la via da seguire agli insegnanti italiani ed al loro posto sono comparse le Indicazioni Nazionali, a cui si ricollegano le recentissime Indicazioni per la valutazione degli alunni (CM n. 85 del 3.12.2004).

Il "Laboratorio di geografia" è dunque sorpassato e datato?

In un certo senso, non lo è affatto, essendo orientato, in tutto il suo percorso, verso quel laboratorio a cui rimandano le attuali Indicazioni (e ancor di più le Raccomandazioni che, uscite in contemporanea con le prime, non hanno assunto poi la dignità di norma, restando, però, un importante documento di riferimento metodologico). Per quanto specificatamente concerne la geografia, possiamo sostenere che nelle Indicazioni il concetto forte che si tratti di una disciplina che interpreta la realtà, è rimasto. L'attività didattica che le Indicazioni propongono mira a coinvolgere gli alunni nella ricerca e nella scoperta del mondo, ciò che, in ultima analisi, ci propone il "Il laboratorio di Geografia".

 
     
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