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Recensione a cura di Luigi Guerra
Inserita il: 20/05/2005

L'EDUCAZIONE SCIENTIFICA NELĽ EPOCA DELLA TECNO-SCIENZA
Laboratori di storia della scienza
 
Autore: Laura Gobbi, 
2004
...
Si assiste oggi, nell’epoca della globalizzazione e delle guerre “asimmetriche”, all’affermazione di nuovi modelli di produzione scientifica raccolti sotto la comune etichetta di “tecnoscienza” o “scienza post-accademica”.

L’immagine che la scienza occidentale contemporanea tende a dare di sé assolve alla duplice funzione di legittimare e rinforzare il ruolo egemone che ha assunto l’impresa tecnoscientifica nella innovazione della società. Dalla fine del II° conflitto mondiale, infatti, l’impatto della scienza sulla stessa vita quotidiana è andato sempre incrementando raggiungendo una capacità di penetrazione nel tessuto sociale e culturale, prima sconosciuta, sempre più diretta e percepibile.

L’inestricabile intreccio fra scienza, tecnologia, apparati militari e industria, messo per la prima volta all’opera durante la II^ guerra mondiale, nello sforzo profuso per la costruzione, in tempi brevi, dell’arma atomica, ha creato le condizioni favorevoli alla nascita di una nuova forma di ricerca scientifica che si distingue per i nuovi committenti, i nuovi profili professionali degli scienziati, i differenti oggetti della ricerca scientifica, i mutati luoghi ove la ricerca stessa prende le mosse, le innovate metodologie d’indagine, in una parola le nuove “metafisiche” che orientano l’attività scientifica nel suo complesso.

L’era cosiddetta postmoderna si connota per una mutata epistemologia scientifica, per la fine della scienza accademica e l’avvento della scienza “post-accademica”, una scienza che ha ceduto il posto allo scienziato manager, al trasferimento della ricerca dalle università e gli istituti statali all’impresa privata, al mercato globale assurto quale nuovo committente nel selezionare ed ispirare i prodotti della ricerca stessa.

Questo nuovo impianto tecnoscientifico, sancisce la fine inappellabile, il crollo definitivo, di un’ideale di scienza neutrale e indifferente alle condizioni sociali, politiche ed economiche ad essa contemporanee. Evoca lo spettro di un conflitto d’interesse là dove molti, ancora, pensavano di poter celebrare il trionfo dell’imparzialità e dell’obiettività grazie all’esistenza e al preciso funzionamento di un “metodo scientifico” garante di queste desiderabili qualità.

Ma così non è più, e forse così non è mai stato.

Si fa, finalmente, largo l’idea che la scienza sia un’attività anche e soprattutto sociale, che, nel tempo, è andata sempre trasformandosi ed è connotata, oggi, da una modalità di ricerca i cui risultati sono sempre più spesso da imputarsi ad un team di ricercatori, che hanno, probabilmente, anche interessi personali nel progetto di ricerca in fieri.

Conseguenza principale di questo nuovo tipo di organizzazione del lavoro scientifico è la dissoluzione dell’ideale di una scienza tesa alla ricerca della conoscenza in sé e per sé: gli obiettivi dei progetti scientifici vengono selezionati, di volta in volta, anche sulla base di una inedita committenza, il mercato. I risultati scientifici diventano una delle merci più pregiate da scambiare nei mercati finanziari globali. La smaterializzazione delle “merci” consente ai nuovi habitat tecnologici, in particolare le reti, di sviluppare e commercializzare saperi tradizionalmente esclusi dal mondo della ricerca. Le scoperte vengono valutate commercialmente prima ancora di essere convalidate scientificamente. L’innovazione tecnica precede e supera la teoria spostando l’attenzione dalla conoscenza all’azione, riconoscendo solo a quest’ultima piena dignità sociale. Scienza e tecnologia si legano indissolubilmente dal punto di vista conoscitivo e vengono fagocitate quale complesso integrato di scienza, industria e apparati militari dai mercati finanziari.

L’avvento di questo nuovo modello di produzione scientifica affonda le proprie radici nell’esperienza vissuta da molti fisici durante la Seconda guerra mondiale, quando vennero riuniti all’interno dello stesso luogo, il laboratorio di Los Alamos, insieme a tecnici ed ingegneri provenienti da tutto il mondo, ognuno chiamato a ricoprire un ruolo specifico e determinato, con l’obiettivo di produrre l’arma atomica: il Progetto Manhattan.

Ma il coordinamento di Los Alamos fu, fin dall’inizio, in mano ai militari e il vero capo del Progetto era il generale Leslie R. Groves, non già il direttore scientifico, il fisico americano Robert J. Oppenheimer e i finanziamenti del progetto arrivarono non solo dal governo ma anche dalle industrie private. A Los Alamos, negli anni della guerra, si assistette alla prima grande impresa di “tecnoscienza”, un’impresa in cui scienza, tecnica e industria si trovarono inestricabilmente connesse ed indispensabili l’una all’altra nella realizzazione di un obiettivo, che era, prima di tutto, militare.

Alla fine della guerra il Progetto Manhattan aveva realizzato oltre all’arma letale, anche un nuovo modo d’intendere la ricerca scientifica. Era nata la Big Science. Le grandi trasformazioni a cui la scienza è andata incontro in quegli anni e che ancora oggi ne determinano le principali caratteristiche non mancano, ovviamente, di ripercuotersi anche sulla dimensione educativa della scienza stessa, demandata ai sistemi formativi.

Gli scenari dell’educazione scientifica stanno mutando velocemente proprio perché si è radicalmente rifondata l’epistemologia che ne costituisce lo sfondo ineludibile. Le consistenti ripercussioni di tali trasformazioni sul piano della didattica delle scienze invitano ad operare delle riflessioni, a quanti operano nel settore, che superino gli steccati meramente tecnici e contenutistici, caratteristici di queste discipline, per addentrarsi, invece, nel labirinto storico-epistemologico dei processi. Sulla base di queste intenzioni è stato scritto, di recente, il volume dal titolo “L’educazione scientifica nell’epoca della tecnoscienza”, per le edizioni Junior.

In tale volume vengono riprese, nella prima parte, alcune di queste importanti riflessioni e analisi, per poi passare, nella seconda, alla presentazione di proposte concrete e operative, rivolte a studenti della scuola di base ed anche della scuola superiore, finalizzate alla realizzazione di laboratori scientifici interdisciplinari, imperniati sul tema della costruzione della bomba atomica. Percorsi attraverso i quali gli studenti potranno sperimentare, in prima persona, alcune delle complessità concettuali e metodologiche dell’impresa scientifica.
 
     
  Edizioni Junior - Bambini srl, Via Gramsci 54/s, 42124 Reggio Emilia - C.F. / P.IVA 02578750347

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