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Recensione di Luciano Galassi
Inserita il: 20/02/2012

SCRITTURA GIOCATA
Lingua parlata, disegnata, scritta e giocata
Proposte per un laboratorio di scrittura nella scuola dell’infanzia e primaria
 
Autore: Arnalda Mori, Enrica Fontani, 
2011
...
Credo che l'opera educativa degli insegnanti che si occupano, in particolare, dei bambini della scuola dell'infanzia e di quella primaria, abbia una valenza che va ben oltre un ruolo solamente "tecnico", per toccare quello, straordinariamente prezioso, della emancipazione di un essere umano, e proprio attraverso il mettere nella condizione di avere la parola, di avere voce.
Una tale consapevolezza non può che riverberarsi sull'insegnante e fornire alla sua opera dignità e valore, che rappresentano anche il miglior pungolo verso la ricerca di strumenti sempre più efficaci ed adeguati.
Secondo tale premessa, la migliore gratificazione per un insegnante credo siano quei guizzi negli occhi dei bambini che, ad uno sguardo attento, segnalano l'avvenuta acquisizione di una abilità, che è "per sempre".
Chi li ha osservati, quei guizzi, ha colto anche la gioia della conquista, per qualcosa che ha valore non tanto e non solo per la scuola, ma per la vita. Grande responsabilità, grande gioia.

Comprendere l'altro e poter esprimere compiutamente il proprio pensiero, i propri bisogni e sentimenti, sono i due versanti legati all'articolazione efficace della parola.
Più ricco è tale strumento (certamente all'interno di una visione improntata ad un umanesimo caldo e aperto), maggiori e migliori sono le possibilità espressive.
In questa ottica, il libro "Scrittura giocata", di Arnalda Mori e Enrica Fontani, presenta un ricco caleidoscopio di proposte, suggerimenti, intuizioni, sollecitazioni, di sicuro aiuto e incoraggiamento per chi ha scelto di essere educatore verso questa prima fase della vita, così piena di curiosità, meraviglia, fantasia, creatività e originalità.

Ritengo, infine, che un percorso volto alla promozione umana del bambino, non possa dimenticare, accanto alla padronanza della parola e alla esplorazione delle "mondo" attorno a sé, uno sguardo rivolto alla propria interiorità, al mistero dei sentimenti e dei talenti individuali: solo questo, mi sembra, completi il mosaico affascinante e complesso della "alfabetizzazione", senza sacrificare le ricchezze che ciascuno ha ricevuto in dote.
Forse verso quest'ultima dimensione la scuola dovrebbe incrementare la propria attenzione, con l'intento di promuovere e salvaguardare il dono magico della diversità.

Se è vero che, come esseri umani, eravamo corde mute, dalle infinite melodie, eravamo mille colori, mille parole, tanta strada è stata fatta e tanta se ne potrà fare, con il vivo e sincero impegno di ciascuno.


Luciano Galassi – Pedagogista
 
     
  Edizioni Junior - Bambini srl, Via Gramsci 54/s, 42124 Reggio Emilia - C.F. / P.IVA 02578750347

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