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Recensione di Oreste Brondo
Inserita il: 29/10/2012

MATEMATIZZARE
Per un approccio naturale e operativo alla matematica a partire dalla prima infanzia
 
Autore: Rinaldo Rizzi, 
2012
...

Il titolo del libro rappresenta sinteticamente e in modo mirabile il programma generale della proposta didattica dell’autore. Si tratta di fare uno sforzo ulteriore, ancora più radicale, di mettere in relazione la nascita del pensiero, potremmo dire la vera nascita del pensiero matematico, alla realtà percettiva che ci circonda; di esplorare quindi i modi possibili in cui l’esperienza, la grande maestra, quella dentro la quale continuamente siamo immersi, offre spunti e si presta ad essere matematizzata.
Per questa ragione Rinaldo Rizzi in ogni proposta narrata, parte sempre dai bambini, dai bambini concreti; non dal bambino, il bambino medio, ma da quelli che ha davanti, con i quali si trova ad avere a che fare.
Si avvale, nel far questo, di strumenti concettuali che lo aiutano e ci aiutano, a noi lettori, a chiarificare, a mettere a fuoco i nessi possibili tra i fenomeni che andiamo osservando.
L’embodiment della mente, per esempio; cioè, spiega l’autore, l’incorporazione cognitiva delle esperienze, che è una rappresentazione dei modi possibili in cui vengono organizzati gli elementi acquisiti dall’esperienza, i modi in cui vengono connessi tra di loro dando forma al tessuto della conoscenza che si incorpora, per l’appunto, nell’individuo.
In questo farsi dell’esperienza e della conoscenza insieme, la matematica non appare un sistema separato dal resto ma comporta rinvii continui a dimensioni, livelli, competenze diverse.

Il bambino è presente in ognuna delle esemplificazioni di pratiche e attività di laboratorio matematico del fare che ci viene narrata; è presente con i suoi errori, con le sue approssimazioni, con le sue indecisioni ed intuizioni.
Si tratta, secondo Rinaldo Rizzi, di creare un contesto esperienziale, opportunamente strutturato in cui venga valorizzata al massimo la capacità che i bambini hanno in se di matematizzare la realtà. Non è quindi una matematica delle definizioni, del già dato, delle formule da mandare a memoria, ma una struttura mutevole, una forma di pensiero in evoluzione da costruire e da rendere via via più profonda e precisa.
Il pensiero matematico si rivela qualcosa che va ben oltre la semplice disposizione di reti razionalmente riconoscibili e riconducibili a formule codificate, ma piuttosto: qualcosa tanto ricca e complessa, come dice lo stesso autore, da potere essere solo in parte osservata direttamente.

Il libro propone un viaggio profondo nella nascita del pensiero matematico attraverso la narrazione di una serie di azioni didattiche rappresentate con chiarezza, ripetibili in classe, ma che in questo testo vengono mostrate non come parti separate, piccoli esempi parcellizzati di possibili, divertenti e utili attività (qualcosa del tipo fare la scienza divertendosi), ma come facenti parte di un unico organismo, come un unico organismo è ogni bambino.

Una delle immagini che ci viene da questo libro, è quella del cimento. I bambini costruiscono i termini del loro matematizzare attraverso una serie di sfide che via via li portano ad affrontare problemi e situazioni sempre più difficili, in un crescendo di complessità e di ricchezza che dona alla matematica, così come ce la propone il maestro Rizzi, il respiro della vita.

Utile come repertorio di possibili pratiche, questo libro è ancora più utile come strumento di profonda riflessione e di messa in crisi del nostro fare matematica e scienza nelle scuole.

In apertura del libro c’è un piccolo paragrafetto dedicato al pensiero metaforico.
La metafora nella poesia e nell’arte è uno degli strumenti espressivi e di indagine più potenti della storia del pensiero umano. Le vicende di un singolo individuo, pensiamo a Dante che discende nell’inferno, finiscono per diventare emblema di una condizione umana, immagine astratta di una più generale condizione. I significati insiti nella narrazione finiscono per trascendere i limiti della stessa vicenda. Ebbene, in questo libro, Rinaldo Rizzi mette a fuoco una questione importante della quale penso tutti gli insegnanti di matematica e non solo dovrebbero tenere conto: ogni forma di astrazione contiene in se un processo analogo a quello della costruzione di una metafora. I numeri rappresentano, tutte le cose che hanno numero, che possono essere contate, i numeri, a loro volta possono esser concettualizzati come punti su una retta.
E’ un continuo ripercorre, avanti e indietro la via, anzi le vie possibili, che dalla congerie confusa dell’esperienza, fatta di corpi in collisione, di emozioni, di ambienti e fenomeni intrecciati tra di loro, in una complessa rete di scambi di movimento ed energia, ci porta al punto sulla retta, immobile, apparentemente perfetto, definito e leggibile.
E’ qualcosa che avviene per passaggi, per salti, restituendoci l’immagine viva di una matematica in corso d’opera, mai chiusa in se stessa, come è giusto che sia per ogni scienza nata dallo sforzo del pensiero e dell’agire umano.

Non è un caso che alla fine del libro, per rappresentare un possibile figura geometrica che restituisca il modo di procedere nell’insegnante e dei bambini, Rinaldo Rizzi adoperi l’immagine della spirale che gira, gira intorno ad un centro, comprendendo ad ogni giro orizzonti e visioni più ampie.
Ancora una metafora, spesso adoperata in altri contesti, ma raramente in modo così appropriato.

Oreste Brondo

 
     
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