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CRITERI FONTI E DESTINATARI
Inserita il: 13/10/2006

HERMES 2006
Glossario pedagogico professionale
 
Autore: Piero Crispiani, Catia Giaconi, 
2006
Il testo raccoglie le fondamenta concettuali e le etichette verbali che connotano il dominio nel quale si dispiega la pedagogia e l’agire di pedagogisti...
Esaltanti rischi
Una quantità di motivi connessi alla sofferta storia della pedagogia, e in particolar modo della pedagogia professionale, rendono a più riprese necessario un lavoro di ricognizione lessicale e concettuale sull’esteso dominio nel quale si dispiega l’ampio interesse della pedagogia.
La scarsa univocità semantica e teorica, che da sempre connota il nostro territorio scientifico, e che si esprime nella letteratura internazionale, incrocia ora la propria vicenda con il dirompente fenomeno, tutto contemporaneo, dell’emergenza di competenze e consapevolezze epistemologiche che guidano una pluralità di professionisti nell’ambito delle prestazioni educative e ad esse riferite, come l’educazione genitoriale e professionale, l’insegnamento e la dirigenza di servizi, la rieducazione, la terapia o i trattamenti riabilitativi, la mediazione, la formazione professionale, la guida o animazione culturale, la consulenza pedagogica, le forme di diagnostica pedagogica, ecc.
La prospettiva è resa interessante, e per molti versi esaltante dall’avvento, fin dai primi anni ’80, delle consapevolezze e delle competenze scientifico-professionali che hanno dato luogo alla delineazione della pedagogia clinica e del pedagogista clinico. Tali paradigmi, che conoscono antefatti di grande spessore esperienziale nei lavori di Itard, Séguin, Montessori, Decroly, De Sanctis, Smaldone, Piaget, Zazzo, Mialaret, Deva, Vayer, Doman, Schopler ecc., sono giunti a formalizzazione nelle intuizioni condotte col nostro maestro Aldo Fabi, presso l’Università di Urbino (concetto di educazione clinica) e quindi concretizzate in alcune acquisizioni di grande produttività.
A metà degli anni ’80 prendevano corpo il quadro teorico della Progettazione clinica nella didattica, le prime linee della Diagnostica pedagogica e, complessivamente, l’impianto epistemico ed epistemologico della Pedagogia clinica, anche sulla scorta di un utile confronto con le esplorazioni di R.Massa attorno alla clinica della formazione.
Da allora un assetto delle pratiche pedagogiche si è congiunto con la proliferazione di operatori professionali nel segno della pedagogia e, non di meno, azioni di precisazione teorica e di formazione attivata in più sedi.
Oggi, che la pedagogia clinica è acclarata, anche se talvolta con scarsa autenticità scientifica e semantica, riteniamo utile l’avventura di tentare l’operazione di rappresentare, per quanto possibile e con il senso dei limiti e dei rischi di questa operazione, lo stato dell’arte della selezione terminologica e concettuale nelle materie pedagogiche.
Difficoltà, ma anche entusiasmo e flessibilità hanno guidato questo lungo percorso di selezione, lettura ed interpretazione di parole professionali significative negli scenari professionali più ampi: dalla didattica alla gestione della scuola, dalla formazione adulta a quella professionale, dalla diagnostica pedagogica alla riabilitazione/rieducazione, dalle pratiche terapiche alla prevenzione ed al trattamento educativo di sindromi e patologie, dalla mediazione al counseling, dall’animazione alla conduzione di gruppi, centri, comunità, ecc.
Dunque un glossario a tutto campo, nel mondo variegato della formazione.

Il senso di Hermes
Il glossario è uno strumento di consultazione ed appartiene alla schiera dei manuali scientifici e professionali e come tale reca una natura specifica, veicola qualcosa di più e qualcosa di meno di un trattato scientifico e, del resto, spesso lo correda o integra.
Il glossario ha il senso di un testo sulle Istituzioni di un ambito disciplinare, ne affronta le fondamenta concettuali e le etichette verbali che le indicano, tende quindi a collocarsi sullo sfondo della riflessività epistemologica e cerca di interpretarne le dinamiche attuali, quindi i mutamenti, le pluralità che connotano i costrutti teorici ed il relativo linguaggio. Poiché lo scavo epistemologico e l’affermazione di paradigmi concettuali hanno senso in ragione dell’esercizio professionale che si compie di una scienza (la pedagogia è ciò che fanno i pedagogisti!), valutiamo che questo strumento debba:

- essere scientificamente motivato e sostenuto;
- essere riferito ai saperi agiti, professionali;
- non essere prolisso;
- essere diretto sia agli iniziandi che agli iniziati;
- esprimere i saperi condivisi e generali;
- contenere le opzioni paradigmatiche e lessicali dei curatori;
- essere di utilità professionale;
- essere progressivo, aperto, in stato di ricerca e selezione continua;
- non avere presunzione di completezza o esaustività.
Cercare e portare significati, nel groviglio degli intrecci disciplinari che insistono oggi sulle pratiche della formazione, ha il senso dell’impresa forse “disperata” e, comunque parziale e soggettuale, ed è questa la missione che affidiamo al nostro Hermes.

Alle fonti
Impossibile individuare le fonti scientifiche e stilistiche del complesso di voci che costituiscono il glossario, poiché talune sono letterarie (testi, manuali, saggistica, divulgazione), altre sono la resa di lunghe disaggregazioni di gruppi concettuali, anche in fasce di sovrapposizione con le altre discipline, altre infine provengono dallo scambio con moltissime professionalità versate nei territori delle scienze umane e che, in vario modo, riflettono la nostra provenienza. Quindi insegnanti e dirigenti scolastici, educatori ed animatori, terapisti e riabilitatori, psicologi e neuropsichiatri, formatori, mediatori e counselor.
Inesauribili fonti, valorosi costruttori e portatori di parole e significati, sono principalmente i miei Pedagogisti sul campo disseminati ovunque in Italia, ed in altri paesi, cui devo pionieristiche esplorazioni teoriche e consolidamenti linguistici, nell’ambito delle reti scientifiche e professionali attivate nella Federazione Italiana Pedagogisti (FIPED).
Non ultimi, certamente, i colleghi accademici con le cui opere abbiamo attivato riflessioni epistemologiche approfondite, ed autorevoli clinici e ricercatori a partire dai cari Prof. Michele Zappella e Prof. Franco Nardocci.

Alle caselle
Destinatari ed interlocutori di Hermes sono pertanto.
- Assistenti Sociali.
- Certificatori, valutatori.
- Consulenti pedagogici, tecnici (CTU), periti di parte.
- Coordinatori di nido.
- Counselor.
- Dirigenti/responsabili di servizi ala persona.
- Dirigenti scolastici.
- Docenti.
- Educatori professionali.
- Ergonomi.
- Formatori professionali, sportivi.
- Genitori.
- Gestori di risorse umane.
- Ludonauti, ludobussari, ludotecari.
- Mediatori.
- Pedagogisti.
- Psicologi.
- Ricercatori.
- Sociologi.
- Studenti.
- Terapisti.
- Tutor.

Trans
Lo scenario della complessità epistemologica che connota lo stato attuale dei saperi, nel mare sconfinato delle attività umane, rende impervio il pur necessario bisogno di erigere qualche accettabile livello di riconoscibilità dei termini che danno vita e veicolano il pensiero scientifico nel suo complesso.
Mai risolto il tentativo di configurare un regime di trasparenza concettuale del linguaggio pedagogico, ma non di meno, della psicologia e delle scienze terapiche, esso appare oggi vieppiù difficile per l’insistenza di una serie di fattori di complessità. La plastica natura polisemica del linguaggio, i dinamismi dei saperi, le nuove aggregazioni scientifiche, gli intrecci tra le discipline,, l’incremento generale dei saperi e la proliferazione delle relative fonti, fisiche o virtuali.
La dimensione transdisciplinare, quindi transprofessionale di Hermes, nonché della Pedagogia clinica così come da noi declinata, protrae pertanto il glossario in aree disciplinari attigue, lavora nelle fasce di sovrapposizione, avendo la convinzione, propria dell’epistemologia odierna di matrice complessista, che tra le discipline (quindi professioni) vigono relazioni dai confini deboli, agiscono concetti nomadi
 
     
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