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Dalla Presentazione del volume
Inserita il: 18/10/2006

DAL NIDO EDUCATIVO AL NIDO ECOLOGICO
25 anni di asilo nido a Castelfiorentino
 
Autore: Enzo Catarsi, 
2006
...
Nel concludere il convegno Un nido educativo, che si svolge proprio a Castelfiorentino nella primavera del 1981, Loris Malaguzzi afferma: “È importante e molto utile per tutti, soprattutto per i giovani che lavorano nel nido, cercare di riagganciare la loro storia a quel po’ di storia che, avendoli preceduti, ha consentito il superamento e il conseguimento di una serie di studi e di obiettivi [...] I nidi vengono dopo una lunga storia, non nascono all’improvviso, hanno dietro di loro un lungo processo, un duro e travagliato processo di avanzamento e di maturazione” (Malaguzzi, 1982, 135).
L’insegnamento di Loris Malaguzzi, “padre” dell’esperienza dei nidi e delle scuole di Reggio Emilia, poi conosciuto nel mondo intero, sembra ben riassumere il significato di questo volume e dell’intero percorso di ricerca che ne è alla base. L’occasione è stata l’anniversario del 25° anno dall’istituzione dell’asilo nido comunale di Castelfiorentino e la conseguente volontà dell’Amministrazione comunale di utilizzare tale contesto per una riflessione sulla intera esperienza, al fine di valorizzare il passato e di acquisire dal medesimo preziose indicazioni per il presente ed il futuro.
In questa prospettiva abbiamo perciò cercato di realizzare una ricerca che consentisse di recuperare documenti di archivio e testimonianze orali, in grado di facilitare la ricostruzione della storia di questi venticinque anni. Avvalendoci pertanto della preziosa collaborazione di due studentesse castellane – Laura Leoncini e Chiara Bimbi – abbiamo potuto esaminare gli indici dei repertori delle delibere di Giunta e di Consiglio, in modo da trovare traccia delle tappe più significative relative alla vita del nido. Allo stesso modo abbiamo reperito i più significativi documenti prodotti nel periodo studiato che, fra l’altro, hanno facilitato i ricordi personali di chi scrive, che ha avuto una qualche parte nel percorso di creazione dell’asilo nido di Castelfiorentino, essendo allora il giovane responsabile dell’ufficio istruzione del comune.
Ma il lavoro di ricostruzione della storia del venticinquennio di vita del nido castellano è stato reso possibile in quanto il lavoro è divenuto, in qualche misura, un impegno della intera comunità locale. Anche per questo abbiamo voluto pubblicare in questo volume i ricordi e le testimonianze di quelli che tecnicamente vengono definiti “testimoni privilegiati” e che pure rappresentano, emblematicamente, tutti coloro che hanno avuto un ruolo nella esperienza di questo importante servizio per l’infanzia. In primo luogo, dopo il saggio iniziale ed il contributo delle educatrici, vengono presentate le trascrizioni delle interviste fatte ai Sindaci (Mario Cioni, Giovanni Frediani, Paolo Regini, Laura Cantini) e ad alcuni degli Assessori attivi durante il periodo preso in esame (Luigi Tafi, Mauro Pucci, Giovanni Santini, Franco Nencini, Massimiliano Biagini, Jaurés Baldeschi e Sandro Bartaloni).
Vengono poi pubblicate le testimonianze di alcune donne dell’UDI (Unione Donne Italiane), il cui impegno è essenziale per la istituzione del nido a Castelfiorentino. Quello che colpisce è la grande consapevolezza culturale e politica degli amministratori locali che si alternano a Castelfiorentino, dove, peraltro, sono assai stimolanti le rivendicazioni delle donne, frutto anche della loro presenza all’interno del tessuto produttivo. Questa piccola realtà valdesana, peraltro, costituisce un esempio emblematico della ricchezza politica e culturale della vallata, la cui storia ha facilitato l’innovazione e le trasformazioni sociali degli anni Settanta.
Ciò emerge anche dalle molte testimonianze di genitori, intervistati o che hanno scritto personalmente, che vengono pubblicate, da molte delle quali emerge come il comune costituisca un punto di riferimento significativo per la vita di tutti i cittadini. Nello specifico i ricordi dei genitori sono particolarmente importanti, perché testimoniano il loro coinvolgimento in un servizio tanto importante quale l’asilo nido. Le testimonianze sono riportate nel volume e potranno dunque essere agevolmente lette. Ma nel concludere questa premessa non possiamo non rilevare come l’esperienza del nido abbia, fra gli altri risultati, prodotto una cultura dell’infanzia che certamente ha migliorato la qualità della vita di molte famiglie castellane.
Il nido, infatti, anche a Castelfiorentino, nasce come uno strumento per aiutare le giovani madri impegnate nelle confezioni. Ma ben presto diventa realmente “Un nido educativo” – per usare il titolo dell’importante convegno a cui abbiamo già fatto riferimento – che sollecita i bambini a crescere bene e aiuta i genitori a vivere consapevolmente il loro ruolo. Questi ultimi, progressivamente, capiscono sempre di più e meglio la finalità educativa del nido, come è possibile leggere anche nelle molte testimonianza riportate nel volume.
Fra queste vogliamo riprenderne un paio, poiché testimoniano come la cultura dell’infanzia promossa dal nido sia diventata “senso comune”. Nella prima, una mamma chiede alla figlia, adesso adolescente, ed al marito di riassumere con una parola quella esperienza lontana: entrambi rispondono: “serenità”, ad intendere un clima che evidentemente era stato vissuto senza ansie e con grande tranquillità. Tanto che questa mamma – che professionalmente è un’ insegnante – conclude: “per Marta andare a scuola è sempre stato facile, alla materna alla scuola elementare, uscire da casa, lasciare i propri genitori è sempre stata una avventura, mai un obbligo e credo che questo sia dovuto un po’ al suo carattere, ma anche all’esperienza ‘serena’’ che nella primissima infanzia ha fatto al nido”.
Nella seconda due genitori ricordano che “nel settembre 1995 il nostro pargolo, di 19 mesi, pronunciava pochissime parole: “mamma” e poco più. In quello stesso mese aveva inizio il suo precoce “iter scolastico”, iniziava infatti il suo inserimento presso l’asilo nido “Panda” di Castelfiorentino. Di lì a poco, con nostro stupore, il vocabolario di Jacopo si è rapidamente ampliato con un’infinità di vocaboli. Sarebbe avvenuto ugualmente anche se fosse rimasto a casa con la nonna (la quale si era presa cura di lui dall’inizio di gennaio, da quando cioè la mamma era rientrata al lavoro dopo un anno di congedo di maternità)? Non lo sapremo mai, ma di certo quella è stata la prima di una numerosa serie di esperienze positive che abbiamo riscontrato nei due anni di permanenza del nostro bambino presso l’asilo nido”. Anche in questo caso emerge la gratitudine di questi genitori nei confronti del nido e delle educatrici, che ritroviamo in quasi tutte le testimonianze, alcune delle quali raggiungono toni davvero commoventi. E sono queste, in definitiva, ad esprimere il giudizio della comunità locale sul nido: un servizio ormai considerato come una presenza imprescindibile, garanzia per soddisfare il bisogno di cura delle famiglie, ma anche contesto per crescere bambini competenti e “sereni”.
 
     
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