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Presentazione di Paola Conti
Inserita il: 24/05/2005

CONOSCERE IL MONDO
Esplorare e scoprire le cose, il tempo e la natura
 
Autore: Giovanna Zunino, Paola Conti, Carlo Fiorentini, 
2004
...
"Fare" scienze nella Scuola dell'Infanzia.

Da un po' di tempo a questa parte si assiste ad un rinnovato interesse per le esperienze 'scientifiche' realizzate nella Scuola dell'Infanzia. Si allestiscono musei per i bambini, aree verdi per la realizzazione di esperienze a contatto con la natura, si pubblicano materiali che cercano di avvicinare i bambini al mondo della scienza (libri, cd rom..). Sappiamo che anche i bambini molto piccoli manifestano e sviluppano comportamenti finalizzati all'esplorazione della realtà che li circonda. Una loro caratteristica è proprio la curiosità volta alla conoscenza, la capacità e la voglia di sperimentare il mondo, di giocare e mettersi in gioco utilizzando l'ambiente. L'intervento educativo può quindi sfruttare questa esigenza spontanea per arricchire le potenzialità presenti, per introdurre elementi di maggiore consapevolezza insieme a nuovi strumenti metodologici e conoscitivi: facendo leva su una motivazione forte e non indotta ma naturalmente presente, si possono introdurre elementi di riflessione per scoprire le componenti 'scientifiche' della realtà, le sue costanti, le sue variabili.

Progettare percorsi

A questo interesse crescente, tuttavia, non corrisponde una pari attenzione alla costruzione delle proposte: i bambini vengono coinvolti spesso in attività inadatte al loro livello cognitivo. Si pensa che basti che un'attività sia fortemente coinvolgente sul piano ludico, affettivo, emozionale, perché sia anche produttiva dal punto di vista degli apprendimenti e così vengono proposte attività di galleggiamento dei materiali che richiedono la padronanza di nozioni come la conservazione della quantità, di peso, volume, attività di cucina che richiederebbero la conoscenza di complesse reazioni chimiche, il ciclo dell'acqua con tanto di evaporazione e condensazione.
La costruzione di un percorso per l'educazione scientifica, come per gli altri ambiti disciplinari, comporta invece, un'accurata e consapevole selezione di fini, metodologie, attività, concetti, condotta con rigore attingendo ai risultati prodotti dalle ricerche in campo pedagogico e psicologico. Non si può infatti prescindere da una valutazione delle fasi evolutive dei bambini e dei concetti, degli approcci didattici più funzionali all'attività che andiamo proponendo, dello stile di apprendimento proprio di ciascun individuo, ma anche caratteristico dell'età che prendiamo in considerazione.

Perché fare scienze

L'educazione scientifica può fornire l'occasione per dare espressione alle più autentiche esigenze dei bambini nell'ambito della conquista dell'autonomia, della costruzione e dell'esplorazione del reale, esigenze spesso disconosciute da una cultura dell'immagine caratterizzata da un grado di formalizzazione e astrazione a cui bambini così piccoli non sono in grado di accedere se non facendo ricorso al fantastico (traducendo cioè quello che non riescono a comprendere in strutture per loro più familiari, ma improduttive, se non dannose, dal punto di vista cognitivo). L'ambiente in cui i bambini sono immersi oggi è ricchissimo di stimoli e informazioni: costringe quasi a conoscere, pensare, immaginare, ma su livelli che comportano uno sforzo cognitivo, una concentrazione e riflessione ridotti al minimo. In questo contesto il metodo scientifico funge da antidoto nei confronti di atteggiamenti superficiali e dispersivi permettendo la costruzione di schemi interpretativi (operativi e formali) e affinando le competenze dei bambini in modo da renderle sempre più adatte per un raccordo degli schemi stessi con il mondo di oggetti e di fatti che li circonda. Tutto ciò stimola e favorisce il processo di concettualizzazione che rappresenta la modalità attraverso la quale le interazioni del soggetto con la realtà diventano sempre più significative. Dalle ricerche pedagogiche e dalla riflessione epistemologica emerge come si verifichi un'effettiva comprensione e interiorizzazione dei concetti solo a seguito di una personale attività conoscitiva. È fondamentale quindi, che le esperienze proposte e realizzate a scuola facciano incontrare il bambino con le cose (nell'accezione più vasta che può essere attribuita al termine: oggetti, esseri viventi, ambienti, relazioni, immagini, ecc…) in modo per lui significativo sotto ogni aspetto. Tale modalità esperenziale si realizza se le cose sono pienamente vissute, rielaborate, fatte proprie. Prima di un approccio razionale, oggettivo, che ordini, misuri, confronti, classifichi, ci dovrà essere spazio per l'esperienza concreta e quanto più possibile completa con la cosa che andiamo ad esplorare. In questo senso la costruzione di un forte legame emotivo con l'oggetto dell'indagine non pregiudica ma anzi costituisce, in questa fase evolutiva, il punto di partenza essenziale per la formazione di una conoscenza più puntuale e affidabile della realtà. Infatti se da un lato è utile contestualizzare e problematizzare i contenuti da trasmettere, così è altrettanto necessario fornire ai bambini, attraverso esperienze dirette, un ancoraggio referenziale che offra loro la possibilità di agire sulle cose, di provare e verificare ipotesi, di avere una base concreta da cui muovere verso l'astrazione e la simbolizzazione. Proprio per questo è importante che i bambini possano, almeno in una prima fase e per quegli oggetti/fenomeni che sono in grado di gestire autonomamente, lavorare da soli o in gruppi formati spontaneamente, che possano osservare (anche senza saperlo), che possano manipolare, lasciare l'oggetto per andare a giocare e poi riprenderlo, osservare gli altri e il loro modo di rapportarsi a questa cosa ecc… Solo successivamente, quando ormai la carica emozionale provocata da qualunque cosa nuova si sarà ridotta e sarà stata messa sotto controllo in modo da non essere più di intralcio ma da fungere soltanto da stimolo per l'interesse che provoca, sarà possibile procedere ad un lavoro più sistematico guidato dall'insegnante.

Quali contenuti, quali strategie

L'ambiente nel quale la scuola si trova ad agire, il contesto familiare di ciascun bambino, la scuola stessa, possono fornire una miriade di opportunità da utilizzare in questo settore: animali, piante, materali, ambienti naturali. Il volume "Conoscere il mondo. Esplorare e scoprire le cose, il tempo e la natura" (Paola Conti, Carlo Fiorentini, Giovanna Zunino Edizioni Junior, euro 17,20, pp.138) può fornire una risposta all'esigenza diffusa tra gli insegnanti di avere a disposizione materiali, strumenti, percorsi, in grado di stimolare interesse e riflessione su queste tematiche. I progetti presentati e puntualmene documentati attraverso immagini, disegni, fotografie rappresentano il frutto di un lavoro di anni, basato sulla riflessione critica delle più accreditate teorie psico-pedagogiche e sulla condivisione di pratiche didattiche sperimentate direttamente atraverso un confronto continuo con l'interesse e le conquiste dei bambini. Gli autori impostano il lavoro partendo da un'introduzione in cui vengono espliciati i criteri metodologici fondanti l'azione didattica in campo scientifico, per poi passare alle realizzazioni concrete nella pratica didattica quotidiana: quale scienza per la Scuola dell'Infanzia, quali conoscenze, il ruolo dell'osservazione, della riflessione individuale, l'uso dei linguaggi.
Occorre fare esperimenti, osservare cose e fenomeni, ma ciò che è significativo non sono tanto le esperienze e le osservazioni, quanto la traduzione in linguaggio di ciò che si sperimenta e/o si osserva. Va sottolineato che parlando di linguaggio nella scuola si fa riferimento quasi esclusivo alla lingua orale o (più frequentemente) scritta. Ma nella Scuola dell'Infanzia l'uso del linguaggio come strumento privilegiato per la verifica del processo di concettualizzazione pone alcuni problemi. Non si tratta di mettere in discussione il ruolo fondamentale che il linguaggio svolge per lo sviluppo cognitivo: gli studi di Piaget e Vygotskji hanno sottolineato, seppure con l'attribuzione di valenze diverse, il ruolo del linguaggio nella strutturazione del pensiero. Si tratta semmai di rivedere alcune posizioni consolidate nella pratica didattica per prendere in considerazione e verificare la valenza educativa di ipotesi complementari o alternative. Può essere opportuno, per esempio, utilizzare le produzioni dei bambini partendo dalla considerazione del fatto che il pensiero può manifestarsi attraverso le parole e le frasi, ma anche attraverso le azioni o le rappresentazioni grafiche. Il processo di astrazione è già molto complesso di per sé; se obblighiamo in qualche modo i nostri alunni a perseguirlo utilizzando come unico strumento il linguaggio (di per sé altrettanto complesso) non siamo in grado di potenziare, e forse in qualche caso siamo di ostacolo, al suo pieno sviluppo. In questo senso è importante rivalutare il ruolo cognitivo (espressione cioè di un processo di conoscenza) di attività di manipolazione, costruzione, rappresentazione grafica attraverso l'utilizzo di molteplici tecniche grafico-pittoriche per dar modo a ciascuno di utilizzare l'approccio che gli è più congeniale in quel momento o che egli utilizza con maggior facilità. L'utilizzo di tali strategie non è di ostacolo ad uno sviluppo delle capacità di astrazione e simbolizzazione, ma può essere utile anche per avvicinarsi ad un utilizzo più consapevole e qualificato del linguaggio. Molto spesso infatti capita di osservare bambini bloccati di fronte a richieste di descrizione/racconto di oggetti/esperienze. Raramente succede invece che anche i più piccoli si rifiutino di parlare mentre stanno lavorando o di disegnare ciò che hanno visto se questo è abbastanza coinvolgente da interessarli. Si tratta a questo punto di verificare la validità dell'ipotesi con il lavoro in sezione.

Paola Conti

Insegnante di Scuola dell'Infanzia
Membro del Gruppo di Ricerca e Sperimentazione didattica del CIDI di Firenze

 
     
  Edizioni Junior - Bambini srl, Via Gramsci 54/s, 42124 Reggio Emilia - C.F. / P.IVA 02578750347

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