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Dalla presentazione
Inserita il: 02/02/2006

LE STORIE BELLE SI RACCONTANO DA SOLE
Il disegno per comunicare con il bambino e per curare le sue ferite
 
Autore: Vanna Puviani, 
2006
La prima antologia di racconti scritti e disegnati dai bambini per i grandi....

Presentazione del libro l'ingresso: la porta che si apre…

Il libro ha l'obiettivo di illustrare un metodo nuovo di dialogo e di cura attraverso l'utilizzo mirato del disegno e quindi vuole offrire speranze nuove a bambini, genitori, insegnanti, educatori e terapeuti. Esso ci fa vedere che si può fare uscire il malessere, con un foglio e una matita, e si può entrare nel benessere, con dieci fogli e tanti colori, e molta immaginazione, alla ricerca dei bisogni e dei sogni, tutti da rendere visibili.

Il libro nasce dall'idea di fare cantare storie, prima mute, e di far vedere storie, prima invisibili, per farle esistere. Esse sono come ninfee, che nascono dall'acqua stagnante, da quell'indistinto melmoso primordiale, per diventare fiore dopo aver potuto schiudersi alla superficie e mostrarsi al mondo nella sua bellezza.

Il libro ospita le storie di tanti bambini, le loro storie di vita, narrate con il disegno e con le parole e trasformate da questa stessa narrazione, per il fatto di iniziare a esistere, di essere nate. E ospita le esperienze di tanti professionisti, che, come levatrici dell'anima, hanno fatto nascere queste storie, facendole uscire dal dolore dell'indistinto ed entrare nel piacere di essere riconoscibili, con una loro propria forma e identità.

Il libro è l'esito di un lavoro di ricerca che ha avuto come oggetto l'osservazione di molte e molte centinaia di disegni di bambini, che si sono raccontati, conosciuti e divertiti con questa attività. E tutti questi bambini avevano e hanno in comune un unico grande desiderio, che a volte assomiglia più a un sogno: di trovare la propria casa, il calore dei propri affetti e il colore dei propri oggetti. Una casa da trovare o ritrovare, una casa perduta, a volte crollata, una casa da ri-costruire e da abitare. Perché la nostra casa è il nostro Io, è l'espressione di noi, è la rappresentazione esterna del nostro mondo interno. Per questo è vitale poterla abitare e nominare o ricordare.

Il libro si presenta come una casa: ha un ingresso e diverse stanze, tutte da abitare dai nostri protagonisti, da arredare e da colorare e ha delle porte e delle finestre per comunicare, per farli entrare se sono fuori dispersi, per farli uscire se sono dentro prigionieri. E questa casa ha pure un giardino intorno: una metafora del dentro e del fuori che si incontrano, l'intimità e l'immensità che si ritrovano, attraverso il ritrovamento della propria stella, cioè dei talenti originali di ognuno, che la stella va ad esprimere e a suscitare.

Il libro ha tante stanze e ognuna ha una sua storia.
Nell'ingresso c'è la Presentazione e l'Introduzione all'argomento, per sapere se siamo nella casa giusta.

Nella cucina si può già vedere e udire: lì si narrano come sono nate le storie, come si sono costruite e come possono trasformare delle giovani vite, dando forme personalizzate a materiali informi. Questa stanza è un po' come un laboratorio, dove si creano le sculture, uniche e diverse, e si apprendono i segreti per animarle. Tutto questo nel Capitolo 1.

Nella camera da letto, nella parte più intima della casa, possiamo andare a ritrovare i nostri amori e le nostre passioni, che hanno come esito la "creatività". E possiamo assistere alla nascita del bambino e della bambina che siamo stati, che incontreremo lungo la nostra strada attraverso i figli, gli scolari o i pazienti. Vedremo le prime amorevoli cure, che riconosceremo, e la crescita, veloce e movimentata, del nostro piccolo artista che, con un pennarello in una mano e un pennello nell'altra, andrà in giro, poi, per tutta la casa a lasciare traccia di sé, all'inizio con scarabocchi incomprensibili e in un secondo momento con case alberi e soli, fino ad arrivare a mostrarci le sue storie da raccontare. E attraverso il disegno egli si presenterà a noi, nelle diverse fasi della sua crescita, nel Capitolo 2.

Tutta la casa ora è da conoscere e da rivisitare, se siamo curiosi, attraverso gli oggetti che essa contiene e gli arredi che noi abbiamo scelto per abbellirla e abbellirci, immaginando di mostrarla e descriverla a un confidente a noi caro.
E dopo esserci immersi nell'intimità della casa possiamo uscire in cerca dell'immensità del mondo, da conoscere e da abitare, attraverso un simbolo, scelto tra i tanti, che meglio rappresenta la grande estensione, quale è l'acqua.
I due simboli - la casa e l'acqua, il dentro e il fuori - li possiamo vedere illustrati nel Capitolo 3.

E poi possiamo osservare sia gli interni che gli esterni della nostra casa, cercando il piacere dei colori presenti, che abbiamo scelto o che subiamo, che vediamo o che non vediamo ma sentiamo. E abbiamo i colori del giorno e quelli della notte, il buio e la luce e tutti i colori della natura che ci circonda, che ci comunicano e ci trasmettono sensazioni, emozioni e pensieri. Il Capitolo 4 è utile per chi ama essere o diventare consapevole degli effetti che il colore ha su di noi, per poter scegliere una vita più colorata, un giardino più personalizzato ed emozioni più intense.

Alla fine di questa visita dentro la casa e fuori dalla casa, termina la PRIMA PARTE del libro - e cioè la parte teorica - la cornice entro la quale andremo poi a collocare e dipingere le storie. Questa è la parte rivolta agli addetti ai lavori e ai curiosi. Si può anche saltare, senza con ciò compromettere il piacere della lettura della seconda parte.

La SECONDA PARTE contiene le diverse storie portate dai bambini che abbiamo accolto in questo libro. Da qui in poi vi presento gli ospiti di queste case smarrite e ritrovate o ri-costruite. Ogni ospite è come un padrone alla ricerca della sua proprietà, dentro e fuori dalla casa.

Il libro ha tanti ospiti. Ognuno di essi ci fa conoscere e ci accompagna a visitare la propria casa, il proprio nido, la propria tana, i propri affetti, quelli che ognuno nel proprio modo unico va a cercare e a ritrovare. Essi sono degni di ogni rispetto e gratitudine, per tutto il contributo alla conoscenza e alla creatività che essi hanno portato e che io voglio condividere con voi.

In questa seconda parte del libro verranno presentate storie di bambini e di giovani, narrate da loro stessi attraverso il disegno e il racconto scritto, su precise richieste del conduttore. Essi sono i protagonisti e gli autori delle loro storie di vita e anche i lettori. Essi sono anche il pubblico che applaude a se stesso dopo aver riconosciuto la propria storia un po' speciale.
Sono storie che iniziano con immagini che erano come nell'ombra dentro di lui, sconosciute, e che poi pian piano escono, prendono luce, colore e una direzione. Diventano una trama e, alla fine, si mettono in movimento in pagine da sfogliare, da guardare e da far vedere. Sono storie che vanno a prendere forma e a trovare una dimora in un piccolo libro, che alla fine del percorso viene donato al bambino-autore.
Ogni storia sarà narrata, a colori, dal piccolo protagonista e poi può essere vista e dipinta, narrata e musicata dal conduttore, quell'adulto che avrà imparato a vedere con gli occhi curiosi del bambino e avrà imparato a creare colore e a dare forma.
Vedremo sfilare tanti personaggi: il prepotente, il discolo, il dispettoso, l'arrabbiato, il muto, l'isolato, l'offensivo e il provocatorio…
Noi cercheremo di dare importanza al Sé, irrealizzato e bloccato, e cercheremo di andare con curiosità a vedere le relazioni intricate o confuse che egli ci presenta col suo sintomo prima e col suo disegno poi: due forme di linguaggio, di denuncia e di richiesta. Noi cercheremo, inoltre, di liberare tutta la vivacità, la tristezza, la rabbia, la frustrazione, la dolcezza che egli ci mostra, tutto ciò che serve a favorire nel bambino il ritrovamento di se stesso, dei suoi affetti e della sua dimora. E aiuteremo anche il bambino a farsi ritrovare poi dall'adulto, genitore o insegnante, il quale può iniziare a non avere più paura di questo "mostro" incomprensibile e incontrollabile.

Questo libro è la raccolta di alcuni di questi piccoli libri, conservati in una nostra biblioteca e lì custoditi, come perle preziose. I titoli dei libri e dei loro autori, con le copertine illustrate, sono consultabili nel sito del Centro Bolognese di Terapia della Famiglia.
Ogni capitolo ospita una storia diversa: sono otto storie complete scelte (dal Capitolo 5 al Capitolo 12) e poi altre sette riportate in modo sintetico nel Capitolo 13, scelte con difficoltà fra le tante che abbiamo avuto modo di conoscere.

Con la TERZA PARTE del libro torniamo alla nostra metafora della casa per dire che il giardino potrebbe essere lo spazio della creatività, occupato dai giovani allievi, psicologi e psicoterapeuti e studenti o laureandi, che si sono avvicinati ai colori e ai disegni, per scoprirne il valore comunicativo, e non sono più riusciti a lasciarli. Questo è il percorso formativo, l'azione e la formazione.
Tutti i casi qui presentati hanno in comune una circostanza, che è rappresentata dal fatto che sono sempre gli studenti o i terapeuti, all'interno di un Corso di formazione programmato o di un Laboratorio o di una Tesi di laurea, ad avere il contatto diretto con il bambino, nel contesto familiare o in quello scolastico o sociale, mentre io, con il gruppo di lavoro, accolgo le proposte, propongo metodi e cerco di creare le condizioni migliori per stimolare la creatività di ogni allievo e del gruppo, condizione necessaria per andare a riconoscere e a stimolare la creatività dei bambini.
Si attiva un dialogo tra il gruppo di lavoro e il bambino, che è presente solo attraverso i suoi disegni.
La cura di cui si parla è una cura estetica, all'interno della quale la bellezza, nelle sue varie accezioni, è sia l'obiettivo che il mezzo. E allora il terapeuta-artista va ad attivare, nel gruppo, la sua creatività, per potere andare a riconoscere e apprezzare quella altrui.

E chiudo con le Conclusioni e due metafore musicali che fanno da sfondo a tutta l'opera. L'apertura di ogni storia con la "Quinta" di Beethoven e la chiusura con "Il cielo in una stanza" di Gino Paoli.

In sintesi, le tre idee guida che attraversano tutto il libro sono:

- L'idea del disegno come cura e, cioè, l'utilizzo del disegno nella sua funzione narrativa, all'interno di un arco di circa dieci disegni, con un inizio di storia, uno sviluppo ed un finale. Si tratta di una narrazione analogica, per immagini, che fa vedere trame narrative chiare, in movimento.
Si tratta anche di una narrazione ecologica, che rispetta e utilizza il mondo interno del bambino e la visione del mondo esterno che egli mostra.

- L'idea del disegno per trasformare storie di vita e, cioè, l'idea di utilizzare questa modalità comunicativa per costruire col bambino storie illustrate, che diventano visibili e, quindi, da lui modificabili. Il bambino diventa l'artefice della propria guarigione, per dirla con Bateson. Egli trova e mostra e poi è esso stesso trasformato dalle sue soluzioni curative, se portato nel contesto giusto che può permettere la cura.

- L'idea del disegno per creare e trasformare relazioni, dove l'adulto inizia con il gusto di cercare la storia da fare uscire, come un topolino dal suo buco, e prosegue con il gusto di vedere quello che il bambino ci fa vedere - che sono i suoi drammi e le sue soluzioni uniche - e termina con il gusto di una storia nuova, la sua storia. E l'esito per il bambino è quello di andare a trasformare anche i ruoli di chi ha intorno genitori, insegnanti e compagni e di ri-disegnare nuovi equilibri, perché questo è l'effetto della creatività.

Da sempre ci sono state le fiabe della notte che, come genitori, raccontiamo per accompagnare il nostro bambino nel mondo dei sogni, lontano dagli incubi.
Ora noi siamo andati a costruire le fiabe del giorno, per svegliare il sognatore dal sonno e aiutarlo a costruire un nuovo mondo, dove l'incubo cessi di esistere.
In tutti e due i casi il narrare è utile per addolcire il passaggio dalla veglia al sonno e dal sonno alla veglia.

Per chi il libro?

È per gli studenti, che si stanno formando per lavorare nel campo dell'educazione, affinché sappiano riconoscere la propria e l'altrui creatività e il piacere di metterla in gioco per creare una comunicazione efficace, attraverso i simboli, i colori, il disegno.

È per i terapeuti e le terapeute che vanno alla ricerca dei propri colori con cui dipingere la loro vita professionale e vanno alla ricerca del metodo utile a far accendere i colori nei propri interlocutori. Qui troveranno storie colorate.

È per gli allievi, gli studenti e i terapeuti che ho organizzato i primi capitoli con gli argomenti teorici che riassumono i contenuti dei Corsi sul Disegno.

Lo sviluppo grafico del bambino, la simbologia del colore e degli oggetti, la funzione narrativa del disegno, della fiaba e della psicoterapia: questi sono i principali temi che essi devono conoscere per poter utilizzare il disegno in modo mirato, all'interno del processo educativo e terapeutico.
Intendendo qui per formazione l'incontro della teoria con l'esperienza: quell'agirpensando, che, come una danza, è movimento fisico e psichico.

È per i genitori che sono curiosi di vedere le relazioni che i propri figli hanno con la casa, con gli oggetti e con il mondo e che sono curiosi di vedere se stessi in relazione ai figli. Perché disegnare significa appunto vedere e rendere visibili vicinanze e distanze, geometrie che prima erano oscure. Significa vedere i problemi e vedere le soluzioni.

È per tutti coloro che vanno in cerca delle lenti per vedere nella vita le meraviglie della creatività: tutte queste storie hanno un filo che le lega e questo ci dice che allora si può credere nella forza del colore, della poesia e della musica, nella forza dell'arte, che è una forza che trasforma. Sono tutte storie a lieto fine, come nelle migliori favole. …anche il Brutto Anatroccolo si è trasformato in un cigno!

La sofferenza blocca, toglie il movimento e la continuità. È come se fermasse il tempo. Il lieto fine è lieto perché conferma che le cose continueranno ad andare avanti, che al congelamento dell'inverno seguirà la fioritura della primavera.

 
     
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