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Intervista all'autore di Diego D'Ippolito
Inserita il: 29/02/2012

STORIE CHE CRESCONO
Le storie al nido e alla scuola dell’infanzia
Un vademecum e un’esperienza di formazione e ricerca negli asili Koiné
 
Autore: Federico Batini, 
2011
...
Nel suo libro "Storie che crescono", cita uno studio del Science Daily nel quale emerge come la lettura sia corrella al successo professionale e poi come la stessa sia una sorta di cura per i carcerati. In sintesi, la lettura ha dei notevoli effetti sulla vita delle persone adulte; vale la stessa legge anche per l'universo dei bambini?

Grazie per la domanda. Sì gli effetti sono molti e molto più forti. Nel caso dei bambini la lettura fornisce, da subito, anzi sin da prima della nascita, una serie di materiali con i quali "pensare il mondo" e progettare la propria vita, costruire, in pratica, la propria visione del mondo. Noi pensiamo attraverso ciò che riconosciamo, dunque attraverso ciò a cui attribuiamo un significato. Le narrazioni, le storie, sono potentissimi serbatoi di significato. I bambini, come hanno dimostrato ricerche anche recentissime, comprendono molte più parole di quante crediamo, molto prima di saperle usare. La lettura consente ai bambini, sin da piccoli e in tutte le fasi di sviluppo di: aumentare il numero e la qualità dei significati disponibili consentendo loro di avere una visione più aperta e plurale del mondo; aumentare le interpretazioni possibili della stessa situazione aprendo alla comprensione degli altri e all'empatia, consentendo il dialogo con un'altra cultura; la lettura incrementa le capacità immaginative e le competenze progettuali, dunque consente di progettare meglio il proprio futuro; la lettura facilita il riconoscimento e la gestione delle emozioni ... e ho elencato solo alcune delle moltissime funzioni che essa ha. Per troppo tempo ci siamo fermati a evidenziare soltanto la funzione più autoreferente della lettura: leggere e ascoltare storie sin da bambini aiuta a leggere meglio e più facilmente alla primaria,... questo è verissimo, ma è solo uno (forse nemmeno il più interessante) degli effetti che produce, con questo libro ho cercato di analizzare e documentare gli altri effetti.

La lettura "fornisce materiale per la costruzione della propria visione del mondo", lei aggiunge anche un particolare interessante alla sua analisi:"Le storie non sono sacre, si può scoprire la libertà di giocare con le storie, di inventarne altre versioni e proseguimenti possibili". Cosa intende con questa affermazione?Possiamo modificare le storie a nostro piacimento?

Sì le storie e le narrazioni si modificano, da sempre, secondo chi le racconta. C'è differenza tra un lettore e un filologo e occorre riscoprire la libertà di modificare i finali, di cambiare le storie, di passarsi di bocca in bocca (o di penna in penna, o di tastiera in tastiera) una storia e modificarla a piacimento. Perché non posso inventarmi un Lupo buono o una Cappuccetto Rosso meno ingenua? Come sappiamo le stesse fiabe che noi leggiamo oggi, per molti secoli sono state liberamente modificate, attingendo da fonti orali e poi redigendoli in una o più forme scritte. Forse anche nei sistemi di istruzione abbiamo trattato le storie troppo come oggetti da museo e poco come "cose vive".

Evidentemente in una prima fase dovranno essere i genitori a scegliere le letture per i figli. Ci sono delle regole dei suggerimenti che si sente di dare?

I consigli, come avrà visto dal libro, sono molti premettendo, certo, che ciascuno poi trova il proprio itinerario e che non esistono due bambini uguali.
Sicuramente consiglio di far vivere la libreria e la biblioteca come gioco, come divertimento, sin da piccolissimi, di far scegliere anche soltanto sulla base dei colori e delle forme i propri libri ove possibile e di fare anche proposte altre rispetto a ciò che si è scelto (cercando di proporre e non imporre), credo occorra varietà e pluralità di scelta... oggi, per fortuna, l'editoria per bambini offre cose bellissime (assieme ad altre che sono brutte copie di serie televisive o di cartoni animati) e alcune biblioteche hanno sezioni a scaffale aperto per bambini che sono veri e propri parchi giochi della lettura, bellissimi che fanno venire voglia di fermarsi anche a un adulto senza figli.
Un suggerimento che mi sento di dare è quello di non sottovalutare i bambini, nel libro viene spiegato perché, molto spesso, le età indicate nei libri sottovalutano le capacità di comprensione del bambino/a.... le capacità di comprensione sono molto diverse da quelle di lettura, almeno sino alla pre-adolescenza (si capiscono testi molto più complessi se letti da un adulto rispetto a quelli che si riescono a leggere autonomamente). Ripetere e proporre sempre libri molto semplici rischia di annoiare i bambini e allontanare dalla lettura. Una cosa che i genitori dovrebbero ricordare sempre è che la lettura funziona e fornisce vantaggi ai loro bambini specie se viene avvertita come una passione, un gioco, un'esperienza, non come un dovere.

Nel libro viene inoltre proposta una ricerca-azione alla quale hanno partecipato educatori ed assistenti di Koinè, una nota cooperativa toscana. Che finalità aveva la ricerca e quali risultati sono stati raggiunti?

La cooperativa Koiné è una delle eccellenze del privato sociale nel Centro Italia. La ricerca azione prevedeva una formazione delle educatrici e degli educatori dei nidi gestiti da Koiné (da Arezzo sino a Roma) sull'utilizzo delle storie, della lettura e del metodo dell'orientamento narrativo con la fascia di età dei nidi (0-3). I risultati ottenuti sono stati ottimi perché siamo partiti dalle esperienze e dalle competenze, già rilevanti, presenti nel personale Koiné e abbiamo formalizzato le attività che in ciascun plesso erano state progettate, condividendole con gli altri e aggiungendone di nuove dopo aver sperimentato alcune attività narrative con gli educatori e le educatrici stessi e dopo aver fornito strumenti di tipo metodologico, pratico e teorico. Alcune delle tante attività progettate sono documentate nel libro, ma è stata notevole anche la partecipazione dei professionisti coinvolti per quanto riguarda la loro relazione con la lettura, alcuni di loro hanno manifestato il loro amore per la lettura aggiungendo, alla lettura stessa, nuove funzioni e significati, altri/altre hanno colto l'occasione del percorso formativo e della ricerca per avvicinarsi di nuovo non solo come professionisti ma anche personalmente.
In ogni caso abbiamo ottenuto anche il risultato di liberare un po' la lettura da alcune "regole" che spesso negli spazi educativi la accompagnano (nel caso dei nidi con cui si è lavorato alcuni plessi avevano già messo in campo modalità libere e creative di utilizzo della lettura).

Tra tutte le fiabe per bambini, si sente di citarne una e descriverne la valenza nel percorso di crescita di un bambino e perchè no, del genitori?

Ce ne sono tante, specie di quelle moderne. Mi viene in mente "Ci piacciamo", di JuanolO, edito in Spagna nel 2006 e in Italia dall'editore Il dito e la luna nel 2007, inizia così: "Ciò che in comune, noi umani, abbiamo è che ci piacciamo" ed è un libro che parla di come siamo diversi e che a ciascuno, uomo o donna, possano piacere persone diverse, una bella storia che parla in modo scanzonato e semplice di differenza. Utile a bambini e genitori... Per quanto concerne le fiabe classiche ho già indicato perché debbano, a mio parere, essere riscritte, perché una storia non è neutra e i valori proposti dalle fiabe classiche non sono più coerenti con il nostro tempo.

L'ultima domanda ha meno a che fare propriamente con il contenuto del suo libro. La rivoluzione digitale a suo parere, porterà i bambini ad allontanarsi dal supporto cartaceo? Il sistema educativo è ancora troppo lontano dall'utilizzo delle narrazioni come percorso fondamentale di crescita?

Sono due domande molto diverse. Credo che sia difficile dire cosa faranno in futuro i bambini, immagino che vi saranno supporti che consentiranno interazione tra video e lettura. Credo sia ancora prematuro parlare di scomparsa del cartaceo, ma che non sia possibile asserire che sia un male. Chi era affezionato alla memoria, come ci dimostra lo stesso Platone, criticò l'invenzione della scrittura, in quanto si sostituiva alla memoria umana, chi era affezionato ai bellissimi libri scritti a mano criticò l'invenzione della stampa... etc...

 
     
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